Lunghi brividi freddi in un pomeriggio torrido e afoso. Anche la giornata di ieri, che dopo i soldi planati lunedì dagli Usa sembrava poter essere meno snervante delle precedenti, è stata invece all’insegna della frenesia e del thrilling. Un’ansia crescente che si spera possa servire da lezione alla proprietà che sta dall’altra parte del Globo terracqueo: quando ci si riduce all’ultimo giorno per regolarizzare la propria posizione in quella che va considerata “la madre di tutte le battaglie” (perché l’iscrizione è la vita, la non iscrizione è la morte) bisogna sempre sperare che tutto si infili nel modo giusto. Perché è sufficiente che qualcosa, anche la più stupida, non vada come previsto per buttare al macero, in un istante, soldi, sogni e speranze. Ieri l’imprevisto, una banale questione “tecnica” legata alla fideiussione già vidimata in precedenza dalla Lega Serie B, è accaduto a metà pomeriggio e solo alle 19.30 il Cesena è riuscito, facendo salti immortali, a rimediare.
Cesena iscritto in zona Cesarini: nella notte summit per Pagliuca
Pagliuca da chiudere
Dopo aver chiuso in modo faticoso la partita relativa all’iscrizione al prossimo campionato di Serie B, ora serve lo scatto finale per riempire anche l’ultima casella mancante. Se il Cesena vuole davvero affidare la propria panchina a Guido Pagliuca, come è ormai chiaro e risaputo da una settimana, deve fare in fretta. Ormai non c’è più tempo da perdere perché su Pagliuca, da un paio di giorni, è piombato anche il Catanzaro. E lo ha fatto dimostrando grande interesse per il tecnico di Cecina, che il direttore sportivo calabrese Ciro Polito avrebbe messo (proprio come ha fatto Mancini in Romagna) al primo posto della lista per la sostituzione di Aquilani. Negli ultimi due giorni, in Calabria, aveva guadagnato terreno Davide Possanzini, ma il profilo dell’ex allenatore del Mantova non convince. Così come non convincono alcuni giovani sondati da Polito (tipo l’ex bianconero Marco Turati) e nemmeno un allenatore d’esperienza come Michele Mignani, che dal 1° luglio sarà libero dopo aver chiuso il suo biennio in Romagna. Il Catanzaro vuole Pagliuca. Che però, da quando a metà della scorsa settimana Galloppa ha accettato la panchina del Modena, è diventato il candidato unico di Andrea Mancini. L’ex allenatore della Juve Stabia, che tecnicamente è ancora legato all’Empoli da un altro anno di contratto e quindi dovrà prima firmare la risoluzione con il club toscano, ha dato la propria totale disponibilità a Mancini già dopo il primo incontro che si è tenuto domenica 8 giugno. Da allora direttore sportivo e Pagliuca si sono visti in altre due occasioni. L’ultima lunedì, presente anche il procuratore Giuffrida (che cura gli interessi del tecnico). Le parti hanno raggiunto un accordo verbale su tutta la linea per un anno con opzione, che prevede che l’ex tecnico dell’Empoli sbarchi a Cesena con il vice allenatore Nazzareno Tarantino e il match analyst Riccardo Carbone. Pagliuca è stato bloccato da Mancini fino a venerdì e per non farselo sfuggire, visto il pressing asfissiante messo in campo nelle ultime ore dal Catanzaro, il direttore sportivo bianconero ha chiesto alla proprietà un incontro in video conferenza urgente che si è tenuto nella tarda serata di ieri. La sensazione è che la fumata bianca dovrà per forza arrivare tra oggi e domani, o al più tardi venerdì, per non permettere al Catanzaro di “rientrare” definitivamente in gioco, altrimenti il tecnico di Cecina potrebbe cedere proprio alle lusinghe calabresi e accettare la proposta del club giallorosso, pronto a soffiarlo al Cesena.
La melina degli Aiello
In questo scenario, come accade ormai da un mese, resta sullo sfondo la sagoma di Ashley Cole, l’unico allenatore che non ha richieste né in Italia né altrove e che piace alla famiglia Aiello, che continua a giustificarlo nonostante i danni prodotti nelle ultime 8 partite della scorsa stagione. Ieri il co-presidente bianconero, forse perché ha capito che nessuno a Cesena vuole Cole, ha sì rinunciato a sostenere il tecnico inglese ma (consigliato da Bertolini) continua a non schierarsi dalla parte di Pagliuca e ha anzi provato a “riesumare” Possanzini, che era stato scartato una settimana fa sia dalla proprietà, Aiello compreso, che da Mancini in quanto aveva chiesto uno staff mastodontico composto da 8 persone. La palla continua a essere nella metà campo del Cesena, che deve servire per chiudere (anche) la partita allenatore. Ma lo deve fare molto velocemente perché, senza una netta e convinta accelerazione nelle prossime ore, c’è il forte rischio di perdere l’allenatore scelto da Mancini. E, se ciò accadesse, non sarebbe un buon inizio per il nuovo direttore sportivo, che si vedrebbe sfilare da sotto gli occhi il primo obiettivo dell’estate, nonché la pedina più importante per cominciare a programmare la stagione 2026-2027.
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