Cesena imbattuto alla sosta ma i rimpianti sono già tanti

Il Cesena del primo mese non perde le partite e questo è indiscutibilmente un ottimo segnale, merito di un gruppo ma anche di un allenatore solidi e credibili, che scendono sempre in campo con l’atteggiamento giusto, sul prato e in panchina. Ciò che il Cavalluccio ha invece perso nelle prime 5 giornate di campionato sono alcune grandi occasioni e di conseguenza punti preziosi per mettere via più legna possibile in vista dell’inverno. Venerdì sera a Castellammare di Stabia si è ripetuto un film già visto almeno due volte, in termini di risultato, contro Sampdoria e Cremonese, ma anche la partita vinta 1-2 a Chiavari era stata abbastanza simile nel suo sviluppo.

Il peso dei cambi

Il Cesena non ha mai sbagliato l’approccio a una partita e questa è un’altra nota di merito. In ben quattro gare ha segnato per primo e giocato decisamente meglio dell’avversario nel primo tempo, mentre nella quinta gara (contro il Mantova) lo svantaggio è stato casuale ed episodico e le cose sono migliorate nella ripresa. La gara contro i virgiliani rappresenta la classica eccezione che conferma la regola: solo in quella bollente domenica i cambi di Diamanti avevano migliorato la squadra, con Frabotta e soprattutto D’Andrea a cambiare l’inerzia della partita, pur contro un avversario allo stremo delle forze non solo per il caldo (quello c’era anche per il Cesena) ma anche per la durissima partita di Coppa Italia giocata tre giorni prima a Palermo.

Nelle altre quattro partite, invece, Diamanti ha provato a metterci sempre le mani ma una larga parte dei sostituti scelti dal tecnico di Prato non è mai riuscita a mantenere il livello alto della prima ora di gioco o la stessa velocità di crociera (malissimo Druiventak, Magni e Francesconi a Castellammare). Contro la Sampdoria aveva pesato l’inferiorità numerica, ma contro Entella, Cremonese e Juve Stabia la panchina del Cesena non ha avuto un buon impatto sulla partita e, nel saldo delle sostituzioni, è sempre andata meglio all’avversario. Contro la rosa extralusso della Cremonese era legittimo, contro le rinnovate Vespe di De Giorgio un po’ meno.

Shpendi dipendenti

Il Cesena arriva alla lunga sosta con il miglior Shpendi mai visto e questa è un’altra medaglia da appuntare al petto di Diamanti, che lo sta valorizzando come nessuno aveva fatto finora. Il gemello, venerdì sera a Castellammare, ha stabilito un altro record: in carriera, da professionista, non era mai riuscito a segnare per 5 partite consecutive. Shpendi in questa lunga sosta sarà il giocatore del Cesena a non fermarsi: ieri è stato convocato da Maran per la nazionale albanese che giocherà 4 partite di Nations League in 11 giorni: visto che di punte l’Albania ne ha appena 4 (Daku del Rubin Kazan, Manaj del Sivasspor e Uzuni dell’Austin gli altri), Cristian almeno un paio di giri di giostra li farà di sicuro. Tornando al Cesena e pensando al fatturato di Shpendi, lampeggia un paradosso: con un centravanti da 6 gol in 5 partite (uno ogni 70 minuti), il Cesena ha vinto solo una partita. Il motivo? E’ vero che al momento Siano e compagni non sono ancora riusciti a tenere la porta chiusa e soprattutto contro Sampdoria e Juve Stabia (le due gare con maggiori rimpianti) la missione era possibile, ma a pesare è soprattutto la latitanza di un piano B in fase realizzativa. Questo non significa che il Cavalluccio non sappia come comportarsi quando Shpendi non segna, ma vuol dire che al momento le munizioni sono poche, proprio come i gol che hanno gli altri giocatori offensivi nei piedi. Basti guardare le occasioni da gol. Escludendo le 7 reti realizzate finora, la domanda sorge spontanea: in quali altri casi e con quali giocatori il Cesena ha sfiorato davvero la rete in questo primo mese? Quattro volte con Fiori contro Sampdoria (traversa), Mantova (due prodezze di Bardi) e Juve Stabia (gol fallito a porta vuota), tre volte con Frabotta (una con la Samp e due con il Mantova) e una volta con Bisoli (di testa contro il Mantova su angolo). Per il resto, al momento, il piatto piange ed è proprio su questo piatto che Diamanti dovrà provare a cambiare qualcosa nel mese di ottobre. Perché il Cesena ha bisogno di altri gol per provare a non sprecare ciò che di buono ha sempre mostrato sul campo, specialmente nelle prime ore di gioco.

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