A due passi dallo stadio Manuzzi, su viale Marconi, si staglia la sagoma rinnovata del poliambulatorio Columbus, una delle strutture in cui da tanti anni lavora il dottor Guido Staffa, neurochirurgo specializzato in chirurgia ricostruttiva dei nervi e chirurgia vertebrale. Domenica, a poche ore di distanza dal tremendo infortunio occorso a Jonathan Klinsmann, il dottore di Lugo è stato contattato dal collega Gianluigi Sella, uno dei medici del Cesena, per una consulenza. Ora, dopo aver chiesto ulteriori informazioni al dottore del club bianconero, Staffa prova a fare chiarezza sull’infortunio, sull’operazione e sui tempi di recupero di Klinsmann.
Cesena, il neurochirurgo Staffa: “Per fortuna non ci sono problemi al midollo: a Klinsmann poteva andare peggio”
Dottor Staffa, cominciamo da ciò che è accaduto in campo e dal tipo di lesione.
«Faccio una premessa: non ho mai visto le immagini radiologiche e neppure il paziente, che è in cura in Germania. Però ho preso informazioni e il dottor Sella mi ha spiegato il tipo di lesione e il tipo di gestione. Partendo dall’infortunio, provo a semplificare così: si è trattato di un forte trauma cranico che ha comportato lo schiacciamento della testa contro la base del collo. Questa compressione può creare la rottura della prima vertebra, che abbiamo sotto al cranio. La vertebra si chiama Atlante e assomiglia ad un anello, che si incastra sulla seconda vertebra, che a sua volta ha una funzione di perno. È una vertebra che si frattura raramente, ma che è più fragile delle altre. Quando si rompe, può frammentarsi in più pezzi e può diventare instabile, facendo slittare il perno, andando contro il midollo e creando danni gravi. Quando la frattura è complessa, come in questo caso, è necessario sottoporsi a un intervento, mentre l’alternativa è rappresentata dal dispositivo Halo jacket, che può impedire una qualsiasi rotazione per una guarigione spontanea. Ma in questo caso sarebbero serviti tempi più lunghi, quindi si è deciso di intervenire chirurgicamente, anche perché la frattura era scomposta. Se si fossero rivolti a me, li avrei indirizzati all’ospedale Maggiore di Bologna, dove c’è il dottor Federico De Iure, responsabile dell’Unità di Chirurgia Vertebrale, che ha una grandissima esperienza in questo tipo di lesioni. Ma anche in Germania c’è una struttura di eccellenza».
Le era mai capitato di sentire di un caso simile e così complesso nel calcio?
«No, personalmente non avevo mai sentito nulla di simile collegato al calcio. Si tratta di un infortunio grave, anche in considerazione di quello che sarebbe potuto succedere e che avrebbe potuto portare a lesioni neurologiche peggiori».
Di che tipo?
«Le morti istantanee o le paralisi nei tamponamenti dipendono spesso da questo tipo di fratture alle vertebre. In poche parole, quando c’è una lesione midollare, si può morire o restare paralizzati, ma per fortuna, da quello che mi è stato detto, Klinsmann non ha avuto problemi al midollo. Però ha corso questo rischio».
Secondo lei, dopo l’intervento di mercoledì mattina, quanto tempo servirà al portiere del Cesena per guarire?
«In questo momento è impossibile dirlo, ma di sicuro sarà una storia lunga, perché deve guarire completamente. Posso dire che ho avuto pazienti che hanno avuto lesioni sportive nel rugby e nel motociclismo: hanno avuto bisogno di molto tempo, ma il loro recupero è stato completo. Ecco, se dovesse guarire completamente, potrà tornare a giocare. In questo momento non posso sbilanciarmi anche perché non ho tutti gli elementi per fare previsioni e solo chi ha il paziente in carico può essere più preciso. Per la mia esperienza, mi auguro che possa riprendere».