Cesena, i punti persi nei finali? Non è un problema di corsa

La storia del campionato, dopo le prime 5 giornate, offre una chiave di lettura abbastanza chiara: il Cesena si fa preferire nei primi tempi o nella prima ora di gioco, mentre le riprese o i finali delle partite fin qui disputate sono stati spesso all’insegna della sofferenza con tanti (troppi) punti persi sul più bello.

Escludendo la partita contro il Mantova, il copione è sempre stato lo stesso: bianconeri avanti sempre in vantaggio e poi raggiunti in tre casi su quattro, con ben 6 punti evaporati nelle ultime mezz’ore. Eppure i dati dei Gps, e soprattutto le statistiche ufficiali delle suddette partite, suggeriscono una diversa prospettiva, molto interessante anche per questo: le gambe dei giocatori del Cavalluccio girano bene e coprono distanze quasi sempre superiori rispetto a quelle degli avversari. Restando solo sulla parte atletica non è quindi un problema di durata della batteria, semmai di gestione delle forze e soprattutto dell’impatto spesso deludente dei cambi.

Primato

Venerdì a Castellammare, la squadra di Diamanti ha raggiunto picchi mai così alti in questa stagione. Al di là del volume complessivo, con 11.614 metri di distanza media coperta dai giocatori di movimento (dato che va moltiplicato per 10, i giocatori di movimento, per trovare il chilometraggio complessivo della squadra), c’è un dato molto significativo che spiega l’intensità della squadra bianconera: nella gara del Menti la media di corsa della squadra ad altissima intensità, cioè sopra i 25 km/h (tecnicamente “sprint”) è stata di 231 metri. Tanto per offrire un termine di paragone, la media della Serie B in questo specifico campo è di 178 metri, quindi l’intensità del Cesena venerdì è stata altissima. In questo senso, Gianluca Frabotta ha piazzato 17 sprint per un totale di 456 metri (sui 2.310 metri complessivi della squadra) sopra i 25 orari, un dato da Champions League considerevole. Da quando il Cavalluccio è tornato in Serie B, con Giorgio D’Urbano preparatore atletico, la squadra non era mai arrivata così in alto per metri corsi ad altissima intensità, ovvero in sprint. Ma non è l’unico dato clamoroso del match contro la Juve Stabia. Ce n’è infatti un altro: 11 dei 14 giocatori di movimento scesi in campo venerdì hanno superato i 30 km/h di velocità massima. Solo Fiori, Bohinen e Guidi sono rimasti sotto questa soglia d’eccellenza. Questo cosa significa? Che al Menti la squadra stava molto bene e il calo non è stato atletico: la Juve Stabia ha infatti percorso quasi due chilometri complessivi in meno e non si è mai avvicinata all’intensità media raggiunta dai bianconeri, che hanno chiuso con 109 sprint totali. Che rappresentano il 2° miglior dato delle 50 partite di Serie B giocate finora dopo i 110 sprint dei giocatori del Mantova in casa della Carrarese.

Distanze

Considerando i metri percorsi in media da un calciatore del Cesena, solo in una partita il valore è stato inferiore agli 11 chilometri. Si tratta della gara contro la Sampdoria, chiusa con 9.599 metri percorsi in media. E questa è anche l’unica gara nella quale l’avversario ha corso più del Cavalluccio, ma per un motivo molto semplice: gli uomini di Diamanti hanno giocato quasi un tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di David al 51’. Contro l’Entella il valore è salito a 11.472, con il Mantova a 11.638 mentre con la Cremonese c’è stato il top con 11.838 metri. Per quanto riguarda i “maratoneti” del gruppo, il primatista dopo cinque giornate è anche il più... anziano: Dimitri Bisoli. Il figlio d’arte, letteralmente rinato dopo gli innumerevoli problemi con la pubalgia di un anno fa, ha corso più di tutti nelle prime 4 gare, mentre a Castellammare di Stabia è stato superato da Riccardo Pagano, che è il secondo bianconero per chilometri percorsi. Al 3° posto c’è capitan Andrea Ciofi, al quale Diamanti chiede un doppio lavoro sulla fascia destra, mentre la medaglia di legno al momento si trova al collo di Cristian Shpendi. Pur essendo il quarto giocatore del Cesena per metri percorsi, il gemello non ha affatto perso lucidità dentro l’area di rigore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui