Cesena, i numeri premiano Fiori: senza di lui i bianconeri non segnano

Dentro ai primi due mesi di campionato, in un reparto dove la concorrenza è davvero blanda sia a livello tecnico che a livello numerico, il Cesena ha scoperto l’importanza di un giocatore: Antonio Fiori. L’esterno ravennate, domenica pomeriggio contro l’Avellino, ha coronato il suo primo sogno, che aveva legittimamente svelato nel giorno del suo ritorno in Romagna: «Non vedo l’ora di segnare un gol al Manuzzi», dichiarò. Avrebbe preferito realizzarlo sotto la curva Mare, ma ci sono ancora 15 partite a disposizione e, prima o poi, ce la farà. In attesa di sbloccarsi anche sull’altro versante del campo, Fiori è tornato finalmente nel tabellino dei marcatori del Cesena dopo quattro partite di digiuno, durante le quali aveva sempre sparato a salve. Ma comunque aveva sempre sparato. In queste prime 7 giornate di campionato il numero 80 è stato il giocatore della rosa di Diamanti che ha tirato di più e che, di conseguenza, è stato più pericoloso in zona gol.

I numeri

Tanto per dare un’idea, Fiori ha calciato verso le porte avversarie più di Shpendi, che è il capocannoniere della squadra e del campionato. Le conclusioni dell’esterno, dopo la gara di domenica contro i Lupi, sono salite a 21 così suddivise: 7 nello specchio, 13 fuori o respinte e una contro la traversa nella gara inaugurale contro la Sampdoria. Nessuno, nel Cesena, ha fatto meglio. Shpendi, che è il secondo bianconero per numero di tiri totali, ne ha messi a referto 15 di cui 9 in porta, ai quali vanno aggiunti il palo colpito contro la Sampdoria e altre 5 conclusioni che non hanno centrato il bersaglio. Il gemello ha un xG superiore (3.19 contro il 2.69 di Fiori) e ha creato più occasioni (10 contro 6), ma ha una percentuale di passaggi riusciti più bassa (71.8% contro l’80.4% del compagno). Se Shpendi è il punto di riferimento offensivo del Cesena da ormai quattro stagioni, Fiori è indiscutibilmente il miglior esterno che Diamanti ha a disposizione nonché la seconda certezza sul fronte offensivo.

L’importanza di Fiori

Per capire quanto sia importante la presenza dell’esterno, basta guardare ciò che succede quando il 23enne ravennate è in campo. Nei 429 minuti giocato da Fiori, il Cesena ha realizzato 8 gol (uno ogni 53 minuti e mezzo) e ne ha incassati 4 (uno ogni 107 minuti), mentre nei 201 minuti in cui Fiori era fuori il Cavalluccio non è mai riuscito a segnare e ha incassato 5 reti (una ogni 40 minuti). Ciò che non si riesce a capire fino in fondo è perché Fiori non sia mai riuscito a giocare una gara intera. Con lui in campo il Cavalluccio ha infatti incassato solo 2 gol decisivi: quello di Ruocco in Cesena-Mantova e quello di Di Nardo in Juve Stabia-Cesena, mentre le reti di Tiritiello a Chiavari (unica vittoria bianconera) e di Cherubini a Benevento (il 2-0 definitivo) non hanno inciso nell’economia della partita. Tornando alle conclusioni, Fiori è stato l’unico esterno che sia riuscito ad andare sempre in palla-gol: con la Samp ha colpito una traversa clamorosa, a Chiavari ha segnato e sfiorato il bis, con il Mantova ha sbattuto contro Bardi, con la Cremo ha sfiorato il 2-0 prima del rigore di Shpendi, a Castellammare di Stabia si è divorato un gol fatto mentre a Benevento ha calciato addosso a Vannucchi la palla del possibile pareggio. E questi sono solo i casi più eclatanti. In attesa che Fiori migliori la mira, dentro a un reparto pieno di incognite, resta il “peso” di un giocatore al quale Diamanti dovrà inevitabilmente allungare il minutaggio.

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