Cesena, Cole ha promesso i play-off: se ci riuscisse, farebbe la storia

«Dobbiamo fare i play-off e li faremo al 100 per cento. Se non dovessimo farcela, sarò io il primo responsabile, il colpevole». Così si era presentato 10 giorni fa Ashley Cole, fiducioso di raggiungere l’obiettivo che gli garantirebbe anche il prolungamento automatico del contratto per la prossima stagione. Detto che il tecnico inglese ha ereditato da Michele Mignani una squadra in calo, ma ininterrottamente in zona play-off dalla 1a giornata, sarebbe la prima volta nella storia che il Cesena si gioca gli spareggi per la promozione (in A o in B) con un tecnico subentrato a campionato in corso.

Un vantaggio da difendere

Il traguardo play-off («anche da una posizione migliore dell’ottava») è alla portata dei bianconeri che nelle ultime 6 giornate devono difendere un vantaggio di 4 lunghezze sulle inseguitrici. Almanacchi alla mano, il Cavalluccio non può dormire sonni tranquilli. Prendiamo in considerazione gli ultimi 6 campionati di B, da quando nel 2019-2020 si è tornati a 20 squadre e il perimetro dei play-off arriva all’ottavo gradino (a condizione che non ci siano più di 14 punti tra la 3a e la 4a classificata). La fotografia dopo 32 giornate dice che solo negli ultimi due anni tutte le prime otto formazioni sono rimaste all’interno dei play-off fino al termine della stagione regolare. Negli altri casi c’è stata sempre una squadra che è scivolata fuori. In particolare nel 2020-2021 e nel 2021-2022, rispettivamente Spal e Frosinone dilapidarono nelle ultime 6 giornate il margine di 4 punti e furono escluse a favore di Brescia e Perugia. Se i ciociari scesero dall’8a posizione, gli emiliani di posti ne persero addirittura tre essendo al 6° posto. La performance peggiore è quella del Pisa, che nel 2022-2023 conquistò appena un punto nelle ultime 6 giornate e dal sesto posto finì undicesimo, mentre il Venezia, che stazionava appena due lunghezze sopra la zona play-out, riuscì ad agganciare l’ultimo vagone per i play-off.

Quota play-off

Confrontando i punti in classifica, il Cesena ha gli stessi (43) della passata stagione, come pure identica è la posizione (8a). I 43 punti dopo 32 gare sono anche il limite più passo a delimitare la zona play-off nei campionati presi in rassegna. La quota play-off si dovrebbe pertanto abbassare rispetto al passato. Di conseguenza i precedenti storici, che fissano da 49 (Venezia 2022-2023) a 58 (Perugia 2021-2022) i punti necessari per qualificarsi ai play-off, hanno un valore relativo. Potrebbe essere più veritiera una proiezione finale in termini di punti, ipotizzando che le squadre mantengano la stessa andatura delle precedenti giornate. Considerato che oggi anche 40 punti varrebbero l’ottavo posto, davanti a Carrarese e Avellino a 39, con questa media punti a partita ce ne vorrebbero 48 per entrare nei play-off. Il Cesena ne dovrebbe conquistare almeno 5 nelle ultime 6 settimane. Sulla carta sembra fattibile, ma c’è da tenere conto dell’imprevedibilità di ogni finale di campionato.

Storia da riscrivere...

La squadra di Cole deve quindi guardarsi alle spalle, mentre se butta un occhio in avanti può vedere nel mirino solo la Juve Stabia, ora a +2. In vista dello scontro diretto a Castellammare, in occasione della prossima trasferta, il Cesena può al massimo sperare di arrivare 7° come un anno fa. Resta il fatto che mai una squadra ha vinto i play-off partendo dalla settima o dall’ottava posizione, ma se Cole dovesse incredibilmente riscrivere la storia... scatterebbe l’allungamento del contratto al 30 giugno 2028.

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