Cesena: Ciofi, molto più che una bandiera «Mi godo il viaggio, sogno un gol»

Dalla rinascita post fallimento ad oggidì, c’è una sola certezza nello spogliatoio del Cesena e sul campo di Villa Silvia: Andrea Ciofi. Quella iniziata ieri è la sua nona stagione consecutiva in prima squadra. Più fedeli del difensore centrale romano, nella storia del Cavalluccio, solo due cesenati doc come Giampiero Ceccarelli (19 campionati consecutivi con addosso la maglia del Cesena, l’unica da lui indossata in carriera) e Gianluca Leoni (13 stagioni consecutive). Al termine del campionato che prenderà il via venerdì 21 agosto, Ciofi potrebbe salire anche su un altro podio: quelli dei calciatori che hanno giocato più partite ufficiali con la maglia del Cesena. L’attuale capitano è al 6° posto con 272 presenze. A separarlo dal podio ci sono Giancarlo Oddi a 289, quindi il già citato Gianluca Leoni a 297 e Beppe De Feudis (che è stato anche suo capitano) a 303. «Devo dire - commenta Ciofi prima di salire sul pullman diretto ad Acquapartita - che dopo il raggiungimento della Serie B, che era il mio vero obiettivo, ho dato meno peso a quelli che sono i miei numeri. Ora voglio godermi il viaggio con questa maglia e per questa città che ormai considero mia. Ecco, se c’è qualcosa, a livello personale a cui tengo, è il primo gol in Serie B: quello mi manca».

Sulle montagne russe

Il Cesena riparte dopo una stagione che è stata tra le più assurde dell’era americana. Campionato stellare fino a dicembre, magari cavalcando l’onda emotiva del biennio con promozione e play-off. Quindi il mercato di gennaio che destabilizza, la crisi che si insinua, il cambio Mignani-Cole nel momento meno opportuno e l’uscita inattesa dai play-off con il tecnico inglese: «E’ stato un campionato particolare - riflette - c’è stata una grandiosa partenza ma poi ci sono state anche grandi difficoltà. Qualora si ripresentassero queste difficoltà, è probabile che riusciremmo ad affrontarle meglio, visto che ci siamo già passati».

Ciofi è uno che coltiva il gruppo ogni giorno: «Perché io sono dell’idea che per vivere stagioni vincenti si abbia bisogna di un grande gruppo: le qualità umane sono decisive quanto quelle tecniche. Anche anno scorso il gruppo è sempre stato unito e coeso».

Ieri, da capitano, ha tenuto “a battesimo” i tanti giovani del vivaio che sono saliti in ritiro: «Ai ragazzi va fatto capire dove si trovano, la grande chance che si stanno costruendo e che non possono sprecare. Perché non capita a tutti di andare in ritiro con la prima squadra a 18-19 anni».

Gli addii e il traguardo

Finora è stato un mercato fatto di addii: quelli di Tommaso Berti e Alberto Cerri. «Fa sempre male quando parte un compagno al fianco del quale hai combattuto tante battaglie. Con Tommy ho condiviso lo spogliatoio per anni: l’ho visto crescere e sbocciare. Mi mancherà. Mi mancherà anche Cerri, un grande uomo spogliatoio».

Un play-off raggiunto e uno mancato a causa della scelta di mettere in panchina Cole nei primi due campionati di Serie B. E ora cosa attende il Cesena? Ciofi dimostra grande maturità: «Il livello della Serie B è equilibratissimo. A parte quelle due o tre squadre che partono con la dichiarata intenzione di salire, tutte le altre devono lottare prima di tutto per salvarsi. Il primo pensiero del Cesena deve essere la salvezza: una volta raggiunta, allora guarderemo se ci sarà la possibilità di fare altro».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui