Sedotto e probabilmente abbandonato. Di sicuro “congelato”. La tanto attesa fumata bianca non è arrivata. Anzi, attorno al Cesena continua ad aleggiare un caos assurdo e a tratti imbarazzante. La giornata che avrebbe dovuto ulteriormente (se non definitivamente) avvicinare Guido Pagliuca alla panchina del Cavalluccio ha invece contribuito ad alimentare la confusione e ad allontanare il tecnico di Cecina, al quale non è bastato trascorrere quasi 24 ore in Romagna per convincere la proprietà. Che a sua volta ha scelto di prendersi altro tempo e di congelare la posizione del 50enne di Cecina. Che sul far della sera ieri è salito in auto e se n’è tornato in Toscana sconvolto dalla situazione ancor più che infuriato per la decisione.
Cesena, che farsa: congelato Pagliuca, gli Aiello rilanciano per Cole
Nuovi dubbi
Arrivato in riva al Savio nel pomeriggio di mercoledì, dopo aver incontrato il direttore sportivo Andrea Mancini per la terza volta nel giro di una decina di giorni, Pagliuca è stato presentato dallo stesso responsabile dell’area tecnica al board, con cui ha avuto un primo confronto nella tarda serata di mercoledì. Dopo questo summit (terminato quando in Italia era passata l’una di notte) la proprietà ha scelto di non prendere alcuna decisione e di convocare una videoconferenza nel pomeriggio di ieri e poi un’altra poco più tardi, per approfondire il discorso con il tecnico toscano, ma anche in questo caso non si è arrivati alla tanto attesa fumata bianca, che avrebbe accontentato Mancini e regalato al Cesena il nuovo allenatore per la prossima stagione, riempiendo l’ultima casella ancora vacante. La cosa incredibile è che dopo aver deciso di congelare Pagliuca, la proprietà e i dirigenti presenti in sede hanno continuato a parlare in videoconferenza. Alla fine Mancini, alla sua seconda settimana di lavoro dopo l’investitura, non è riuscito suo malgrado ad imporre la propria scelta e già da ieri sera si è rimesso al lavoro per cercare un altro profilo alternativo. Pagliuca non è ancora tagliato fuori definitivamente (a meno che a questo punto non sia lui a voler declinare la proposta) e i contatti potrebbero proseguire, ma a questo punto una domanda sorge spontanea: considerando che un accordo contrattuale era stato trovato velocemente (un anno con opzione) e non era emerso alcun problema neppure di natura economica sull’ingaggio, che senso avrebbe continuare questa “melina”?
Già nella giornata di oggi, infatti, Mancini dovrebbe incontrare un nuovo allenatore per provare ad imbastire una nuova trattativa. Un profilo gradito al figlio dell’ex commissario tecnico azzurro è quello di Giorgio Gorgone, nell’ultima stagione al Pescara, che a Bolzano è stato sorpassato da Davide Possanzini, un altro tecnico precedentemente sondato. Di sicuro Mancini non riuscirà più (suo malgrado) a rispettare i tempi che si era dato nel giorno della presentazione, quando dichiarò che avrebbe voluto risolvere entro questa settimana il nodo allenatore.
Il “solito” Cole
La cosa sconvolgente è che uno dei motivi dell’ennesimo rallentamento, che sta caratterizzando la solita estate di passione per il Cesena, riguarda la presenza del terzo incomodo: Ashley Cole. Sullo sfondo resta sempre il tecnico inglese, autentico pallino della famiglia Aiello, che continua a spingere per offrire una nuova chance all’ex terzino dell’Inghilterra, sfidando gran parte della città e l’intera curva Mare, che due giorni fa ha preso posizione con uno striscione eloquente appeso ai cancelli del Manuzzi (“Ashley Cole? No, thanks”) che si è velocemente diffuso sui social, accompagnato da una lunghissima serie di commenti favorevoli. La farsa continua. Alla prossima puntata.
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