Cesena, c’è un foglio bianco da riempire: chiusa la porta, ora vanno ritrovati i gol

Cesena Calcio
  • 10 marzo 2026

La prima missione è stata centrata a Modena. Dopo 5 giornate senza una fase difensiva degna di questo nome, con 14 gol incassati, il Cesena è riuscito a coprirsi al Braglia, con Klinsmann che ha chiuso la porta in trasferta dopo più di 4 mesi (Sudtirol-Cesena 0-1 del 25 ottobre). Se dietro è passato solo qualche spiffero ma nessun pallone, davanti il Cavalluccio non è riuscito a costruire nulla: lo 0.09 di xG (gol attesi), il più basso della stagione in casa bianconera, ha fotografato fedelmente una partita senza occasioni da rete, con appena 3 conclusioni totali (tutte innocue), un calcio d’angolo (al 2’) e appena 6 cross effettuati. Il fatturato della squadra di Mignani, nella metà campo avversaria, è stato un foglio bianco che ora il Cesena deve cominciare a riempire di inchiostro e soprattutto di gol, visto che nell’ultimo mese la media realizzativa è scesa ancora.

Meno reti

Shpendi e compagni avevano cominciato bene la stagione e, fino alla pausa di fine anno, hanno sempre segnato con un’apprezzabile regolarità: nelle prime 18 giornate, dalla trasferta di Pescara a quella di Catanzaro, il Cesena aveva segnato 25 reti per una media di 1.38 gol ogni 90 minuti. Nel primo mese del nuovo anno è arrivato il primo calo: nelle prime cinque gare del 2026 (Empoli, Reggiana, Bari, Avellino e Pescara) i gol all’attivo sono stati 6, cioè 1.20 a partita. Nell’ultimo mese, dopo aver conquistato l’ultima vittoria contro gli abruzzesi, i bianconeri (che nel frattempo hanno perso Blesa e inserito Cerri e Vrioni, non ancora al top) hanno rallentato drasticamente: contro Entella, Venezia, Spezia, Empoli, Monza e Modena sono arrivati solo 5 gol e così, per la prima volta in questa stagione, il Cesena ha cominciato a segnare meno di una rete a partita (0.83). In questo lasso di tempo, solo una di queste 5 reti ha portato punti, quella di Cristian Shpendi a Empoli.

Cambiamenti

Per tornare a vincere, la squadra di Mignani ha bisogno di segnare di più. In che modo? Semplice: ritrovando alcune certezze che avevano accompagnato la Romagna bianconera nella prima parte della stagione. Da due mesi a questa parte il serbatoio di Ciervo ha una spia rossa accesa. Spesso imprendibile e decisivo nel 2025, da gennaio l’esterno romano è calato e non è più riuscito a lasciare il segno a suon di gol e di assist, come gli era capitato in precedenza: all’andata Ciervo aveva segnato 4 reti, nel ritorno è fermo al gol realizzato contro il Bari a fine gennaio. Un po’ meglio è andata a Frabotta, anche lui meno arrembante e più discontinuo rispetto a un’andata da applausi con 3 gol realizzati, mentre nel ritorno l’ex juventino ha segnato solo nel recupero contro il Monza. Un altro giocatore da ricaricare è Berti che, per caratteristiche, fa decisamente più fatica (era già accaduto un anno fa) quando nel ritorno le partite diventano più fisiche e meno tecniche o quando il Cesena pensa solo a coprirsi come a Modena: paradossalmente, nel 2026, il centrocampista di Calisese ha raddoppiato i gol ma, nell’ultimo mese, ha faticato tanto ed è stato pure escluso un paio di volte dall’undici titolare. A mancare totalmente, nel girone di ritorno, sono i gol dei difensori, mentre dal mercato di gennaio al momento ne è arrivato solo uno con Cerri a Chiavari. Il centravanti emiliano ha avuto un ottimo impatto, si è messo al servizio della squadra e (talvolta) anche di Shpendi, al quale ha fornito l’assist contro l’Empoli, ma non ha elevato il numero di reti, complice uno stato di forma non ancora ottimale. E le altre tre new-entry? Al momento non hanno lasciato nessuna traccia. Nelle ultime 9 giornate ci sarà bisogno anche di loro per provare a ritrovare le medie realizzative di inizio stagione.

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