Con la seconda sosta stagionale che incombe sul campionato di Serie B, i punti in palio sabato pomeriggio al Manuzzi hanno un peso specifico diverso dal solito. La possibilità di lavorare per due settimane intere con l’entusiasmo di un successo davanti al pubblico di casa, portandosi a quota quindici con un margine significativo sulle posizioni pericolose di classifica, è uno stimolo che i ragazzi di Diamanti devono rincorrere con ogni loro forza. Tutt’altra storia sarebbe mancare l’appuntamento con la continuità dopo gli ultimi due risultati importanti maturati contro Empoli e Sudtirol, dovendo poi attendere il 20 novembre per cercare il riscatto su uno dei campi più ostici della categoria, quale è lo stadio Bentegodi di Verona.
Sulla strada del cavalluccio, arriva in Romagna il Catanzaro ultimo della classe: 6 punti nelle prime dieci giornate, peggior difesa del campionato con 22 gol al passivo e un solo successo, maturato alla quarta uscita stagionale contro la Carrarese. Numeri che raccontano una realtà ben diversa da quella della squadra capace di chiudere la passata stagione al quinto posto e di sfiorare, dopo un percorso da sogno ai play-off, una storica promozione in Serie A. La rosa in effetti ha poco a che vedere con quella del 2025/26: oltre alle inevitabili cessioni di Favasuli e Liberali, giovani talenti destinati alla massima serie, la società giallorossa si è privata anche di altri elementi chiave, come Pontisso e Cassandro, incassando cifre importanti per la categoria senza poi reinvestirle nella maniera adeguata nel mercato estivo in entrata.
Il punto più basso della stagione delle Aquile è senza dubbio l’1-6 subito al “Ceravolo” per mano dell’Ascoli, fatale al tecnico Giorgio Gorgone esonerato con effetto immediato dopo essere approdato in Calabria l’11 luglio scorso. Per rimpiazzarlo, la società ha scelto l’ex tecnico bianconero Michele Mignani, al ritorno su una panchina di Serie B per la prima volta dopo l’esperienza in Romagna. Mignani e i suoi arrivano a Cesena con un disperato bisogno di punti e dopo due pareggi nelle ultime due uscite contro Benevento e Padova.
Nella seconda gara, in particolare, il Catanzaro ha dato importanti segnali di vita, gestendo per larga parte il pallino del gioco e producendo una mole significativa di occasioni. Mignani sembra aver abbandonato definitivamente il 3-4-2-1 spesso proposto da Gorgone a inizio campionato, per aggiungere un centrocampista di contenimento in più, così da assicurare maggiore filtro e agevolare la linea difensiva a tre. Il tecnico genovese vuole riaccendere l’entusiasmo e fare riacquisire fiducia ai suoi calciatori, ma soprattutto per portare più equilibrio rispetto al calcio ultra aggressivo praticato in precedenza.
Sfida nella sfida quella tra i bomber delle due squadre: Shpendi, capocannoniere in solitaria di questa Serie B e Iemmello, uno dei simboli del campionato cadetto. Altri interpreti da tenere d’occhio, il fulcro del gioco catanzarese Jacopo Petriccione, oltre al talento Franky Tchaouna sempre titolare dall’arrivo di Mignani e Mehdi Dorval, in gol nella sfida al Padova.
Un’occasione importante, dunque, per allontanare ulteriormente le zone calde della classifica e cominciare a guardare con ambizioni diverse al prosieguo del campionato. Guai però a sottovalutare un avversario bramoso di riscatto e che deve in ogni modo cominciare a risalire la china.