Calcio, "i due Shpendi? Non hanno il fisico". I talenti del Cesena scartati da Spal, Bologna e Sassuolo nel 2017

«Mi ricordo ancora quando andai a trattare con Nardini dei Delfini Fano. Insieme a me c’era Rodolfo Giorgetti, il vice allenatore di Lamberto Zauli. La presenza di Giorgetti, che è di Fano, “ammorbidì” Nardini e così io riuscì a portare i gemelli a San Marino: li presi in prestito con diritto di riscatto (che fu esercitato due anni dopo, ndr) per 500 euro a testa».
Era il 2015 quando Pino Maiani scoprì Cristian e Stiven Shpendi. Per anni responsabile dello scouting dell’Ac San Marino prima e della federcalcio sammarinese poi, fu lui a vederli, a volerli e a farli salire sul Titano, in quella che rappresenta la prima tappa di un giro che diventa, ogni giorno che passa, sempre più entusiasmante: «Li vidi da esordienti, avevano una marcia in più degli altri. A colpirmi furono innanzitutto le doti naturali innate, come la tecnica e la capacità di smarcarsi. Poi c’erano la passione, la voglia e lo spirito. Erano due ragazzini eccezionali e da quanto vedo lo sono anche adesso che sono degli ometti. Credetemi, per arrivare dove sono ora, hanno fatto sacrifici bestiali ed è la loro fame che li ha portati a diventare calciatori veri».
Maiani spiega: «Loro sono di Cartoceto, che è sulla strada che da Fano porta a Fossombrone. Per 4 anni, la federazione sammarinese li è andati a prendere con un pullmino a Fano per 3, 4 o 5 volte a settimana. Andavano a scuola, salivano sul pullmino, si allenavano a San Marino, tornavano a Fano, dove ad attenderli c’erano i genitori che li riportavano a casa dopo altri 20 minuti di auto».
C’è stato anche un momento in cui la favola dei gemelli sembrava sul punto di terminare. «Quando salirono in Under 14 passarono da Bonesso a Masolini, a cui secondo me i gemelli devono tantissimo. Masolini, dovete sapere, è un tecnico esigente, quasi severo: dà le regole il primo giorno e quelle regole devono essere rispettate sempre. Ad una delle prime amichevoli succede che i gemelli arrivano in ritardo e Masolini li porta in panchina, mettendone uno a fare il guardalinee di parte. Il babbo andò su tutte le furie e voleva farli smettere. Per una settimana sono andato ogni giorno a Cartoceto: alla fine l’ho spuntata e i gemelli hanno potuto riprendere».
Maiani chiude così: «Sono entrambi forti, ma per me Cristian è sempre stato il più bravo, anche perché il gemello “dominante”. Un’ultima cosa: mi piacerebbe sapere cosa pensano di loro i dirigenti di Sassuolo, Bologna e Spal, quelli ai quali li feci vedere nel 2017 e che bocciarono perché troppo esili…».

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