Bisoli e Arrigoni sono i primi due “acquisti” del Cesena

Nell’ultima partita del 2025 a Catanzaro hanno giocato più di quanto non avessero fatto nei tre mesi precedenti. Dopo l’antipasto del Ceravolo che ha chiuso un anno solare decisamente travagliato per entrambi, Dimitri Bisoli e Tommaso Arrigoni si candidano a diventare i primi “nuovi acquisti” del Cesena in vista del girone di ritorno e di un 2026 che dovrà inevitabilmente essere l’anno del riscatto. I due centrocampisti 31enni, acquistati in estate dal Cavalluccio dopo le esperienze a Brescia e Bolzano, hanno avuto una partenza diversa ma poi sono stati risucchiati dallo stesso vortice e non sono praticamente più (o mai) riusciti a giocare e a lasciare il segno, anche per colpa di nuovi e vecchi infortuni.

Il peso di Bisoli

Dopo aver dato l’addio al Brescia, il figlio d’arte ha sposato il progetto del Cesena firmando la scorsa estate un contratto triennale fino al 30 giugno 2028. La partenza non è stata affatto male: gol al debutto sul campo del Pescara e altre due partite sostanziose da titolare contro la Virtus Entella e la Sampdoria per un totale di 168 minuti disputati e soprattutto di 7 punti conquistati dalla squadra sui 9 disponibili. Ma da metà settembre il motore di Bisoli ha cominciato ad ingolfarsi: Dimitri ha provato a stringere i denti, dando una mano a gara in corso contro Venezia e Palermo (altri 4 punti conquistati), poi è stato schierato da titolare la sera del 30 settembre, nella fatal Frosinone, prima della resa. Da ottobre il centrocampista bianconero ha saltato ben 8 partite di fila per colpa della pubalgia, poi è rientrato l’8 dicembre a Padova, è rimasto a guardare contro il Mantova e, dopo aver gestito bene il finale della gara contro la Juve Stabia, è tornato dal primo minuto al Ceravolo, disputando una buona partita, al netto di una condizione fisica comprensibilmente ancora precaria per un totale di 72 minuti, cioè più di quanto non avesse giocato nei tre mesi precedenti. Il peso e lo spessore di Bisoli, che in B vanta 279 presenze, non si discutono e saranno due ingredienti fondamentali da rovesciare sul tavolo in vista del tour de force che attenderà il Cesena dal mese di febbraio.

La pazienza di Arrigoni

Voluto fortemente in estate da Mignani, che lo aveva già allenato a Siena e che lo avrebbe riabbracciato volentieri anche un anno fa durante la finestra invernale di mercato, Tommaso Arrigoni ha appena salutato un 2025 da dimenticare. Il grave infortunio al malleolo lo ha confinato ai box negli ultimi tre mesi e mezzo della scorsa stagione a Bolzano ed ha avuto ripercussioni anche sulla stagione attuale. Nel girone di andata il centrocampista di Borello non è mai riuscito a trovare il ritmo, come spiegato meno di un mese fa dallo stesso Mignani, che avrebbe voluto concedergli molti più minuti e molte più presenze. E invece Arrigoni si è dovuto accontentare di 4 miseri spezzoni di partita per un totale di appena 24 minuti trascorsi sul prato. A Catanzaro è sceso in campo per una sgambata finale a partita ormai compromessa dopo che, nelle 15 gare precedenti, aveva giocato appena 4 minuti nel caldo finale contro la Carrarese del 28 ottobre, giorno della prima vittoria casalinga del Cesena. A inizio stagione, invece, Arrigoni era subentrato a Pescara e contro l’Entella, ma sempre allo scadere. Assieme a Celia, Amoran e Magni, oltre al baby Bertaccini, non è ancora riuscito a giocare una partita da titolare. E proprio questa sarà la prima missione del 2026.

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