Bisoli, che sorpresa: è l’unico over 30 del Cesena e corre più di tutti i compagni

Se Aleksandar Djurdjevic, secondo assistente designato per Entella-Cesena, non avesse alzato la bandierina al 76’, il gol-vittoria al Sannazzari lo avrebbe segnato Dimitri Bisoli, autore di un clamoroso salvataggio su Cuppone a Siano battuto. Al netto del fuorigioco, l’intervento di Bisoli ha rappresentato il punto più alto di una partita di solidità e sostanza disputata dal figlio d’arte, che in questo primo scorcio di stagione sembra un altro giocatore. Un vero e proprio nuovo acquisto.

Condizione

Il settembre di un anno fa era stato per Bisoli il mese dell’illusione ma anche della delusione. Subito a segno al debutto a Pescara, il centrocampista arrivato dal Brescia aveva giocato titolare anche contro l’Entella e a Genova, nel giorno del blitz sul campo della Sampdoria, ma dalla settimana successiva aveva iniziato ad accusare problemi che ben presto si sono trasformati nell’infortunio più subdolo e noioso di tutti: la pubalgia. Bisoli diede una mano a gara in corso contro Venezia e Palermo, decise di sacrificarsi a Frosinone, quando non stava più in piedi, e poi alzò bandiera bianca, massacrato da un dolore che talvolta gli impediva pure di alzarsi dal letto. Il numero 25 ha fatto fatica a riprendersi. Nel girone di ritorno ha saltato solo una partita (in casa contro lo Spezia), ma nelle altre 18, sia con Mignani che con Cole, non è mai riuscito a ritrovare la condizione migliore. «Per me – ha sottolineato dopo la gara di Coppa con il Sassuolo – è stato un vero e proprio calvario, ma ora sto finalmente bene».

Sì, ora, per fortuna, la musica sembra cambiata, come testimoniano alcuni dati.

Maratoneta

Nelle prime due partite di campionato, Bisoli è stato il giocatore del Cesena che ha percorso più “strada” di tutti: 11 chilometri spaccati al debutto contro la Sampdoria al Manuzzi, con tanto di assist per il palo di Shpendi a inizio ripresa, e 11 chilometri e 700 metri sul sintetico di Chiavari, quando a un certo punto si è messo a rincorrere tutto il centrocampo dell’Entella. In entrambi i casi, dentro a due secondi tempi di pura sofferenza, Bisoli è stato il mastice della squadra, dall’alto dei suoi 32 anni che ne fanno l’unico over 30 in rosa. Diamanti sa di potersi fidare e gli chiede un lavoro spesso massacrante: primo uomo a chiamare il pressing in fase di non possesso, ma anche collante ed equilibratore del centrocampo. L’intesa con Ciofi è già collaudata, come si è visto in almeno due uscite dal basso al Sannazzari, mentre va migliorata quella con Druiventak, che è l’imprevedibile “cavallo pazzo” della catena di destra. Durante l’estate, pur al centro di qualche voce, Bisoli ha scelto di sposare di nuovo la causa bianconera. Non ha mai preparato la valigia e ha sempre guidato il gruppo al fianco dello stesso Ciofi e dall’alto di un’esperienza chilometrica in B: contro la Samp aveva tagliato il traguardo delle 300 partite e a Chiavari ha aggiunto un altro gettone con la speranza di godere sempre di buona salute.

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