La conferma di Ashley Cole non è così scontata come sembrava quando fu scelto un paio di mesi fa. In fondo, di scontato, dopo il 2-2 tra Cesena e Frosinone del 14 marzo, c’erano soprattutto i play-off. Proprio per non dare l’idea alla gente della Romagna che l’azzardo che veniva messo allora in atto fosse talmente azzardato come invece si è poi dimostrato, il rinnovo di Cole fu legato alla partecipazione dei bianconeri a quei play-off che scattano in giornata (naturalmente senza i bianconeri...). Se Mignani, si erano detti gli Aiello, ha mantenuto per 30 giornate su 30 il Cesena tra le prime otto, figuriamoci se non lo può fare anche un altro. Un altro allenatore probabilmente lo avrebbe fatto. Cole, invece, è arrivato 11°, 3 posizioni e 3 punti sotto l’Avellino.
Entro la settimana, filtra dalla società, potrebbe arrivare la decisione su Cole. Ma chi deciderà visto che il tecnico inglese sta dividendo i soci? Sarebbe cosa buona e giusta che la proprietà americana iniziasse a ragionare come si fa nel calcio. In Italia e nel mondo. E’ stato esteso il contratto ed è stata rinnovata la fiducia per altri due anni al direttore generale? Allora si lasci che Corrado Di Taranto indichi il nome del direttore sportivo (la sua prima scelta è Sergio Floccari, ma un’alternativa ci sarà senza dubbio) e, una volta scelto, si lasci che il nuovo diesse e il confermato digì si assumano la responsabilità di individuare i profili più giusti per il ruolo di allenatore del Cesena 2026-2027. Ovviamente mostrando alla proprietà una lista con 2 o 3 nomi e poi arrivando tutti insieme, appassionatamente, ad una sintesi.
L’esperienza di Cole dovrebbe avere insegnato a chi sta a New York e a chi sta in California che per non buttare via soldi e sogni vanno ascoltati quelli che hanno competenze calcistiche. Adesso un’eventuale conferma del tecnico inglese avrebbe senso solo se il Cesena fosse in grado di allestire una squadra ultra forte come lo era il Venezia in questa stagione. Ma la proprietà del Cavalluccio ha i mezzi per poter mettere sul piatto 25/30 milioni per un campionato? No.
Quindi tenere Cole, per quanto non fatto vedere dall’ex campione di Arsenal e Chelsea nelle 8 partite della sua gestione, sarebbe come un giro di roulette russa. Dovesse partire il colpo, starà agli americani andarlo a spiegare alla gente di Cesena, che già si sta disaffezionando agli uomini del board. E spetterà sempre a loro rifondare gli investitori che al di là dell’oceano continuano, per ora, a far correre il Cavalluccio.
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