Cesena e Mantova sono le due squadre della B più allergiche ai pareggi. I virgiliani ne hanno strappati solo due, lo stesso numero di “ics” stagionali del Cavalluccio fino al minuto 93 della sfida di Padova di lunedì scorso, quando il cross tagliente di Crisetig ha beffato Klinsmann e obbligato la squadra di Mignani ad accontentarsi di un punto. Impossibile, con il tecnico ligure, non partire dall’amaro finale di Padova: «L’aspetto più importante – sottolinea Mignani - è dare continuità alle prestazioni, perchè solo così ci sono più probabilità di fare punti. A Padova ne abbiamo persi due in modo beffardo e immeritato, ora speriamo di raccoglierne qualcuno di inaspettato, ma quello che conta sono prestazione e atteggiamento».
Cesena, la sfida con il Mantova sarà decisamente complicata
Pazienza
Questa sera al Manuzzi arriva la squadra della B che tiene maggiormente il pallone tra i piedi: «Il possesso palla è una delle caratteristiche principali del Mantova. Possanzini sta facendo un grande lavoro e ha fatto grandi partite anche quando ha perso. Noi dovremo cercare di capire quello che fanno e perchè lo fanno, ma soprattutto dovremo essere lucidi nella nostra fase difensiva, capire quando concedere il palleggio e quando forzare la pressione per conquistare la palla. Sarà una partita complicata dal punto di vista tattico, perchè è difficile togliere il palleggio al Mantova, che a volte ti può far correre a vuoto».
Pochi gol
Escludendo l’abbuffata contro l’Avellino, nelle ultime 5 giornate il Cesena ha segnato solo 2 gol contro Modena e Padova, sfruttando prima un errore di un difensore avversario (Adorni) e poi un capolavoro di un esterno bianconero (Adamo). La sensazione è che, nell’ultimo periodo, al Cavalluccio manchi qualche gol “normale”. Come si può segnare di più? «Dobbiamo andare avanti e continuare a creare così tanto, come abbiamo sempre fatto. Cerchiamo di essere più cattivi e più determinati, poi ci sono le caratteristiche individuali che ognuno di noi ha. Certi tipi di gol noi non li faremo mai, ma per vincere l’importante è non come li fai, ma farne uno in più degli altri».
Protagonisti
Prima di chiudere, Mignani si è soffermato su alcuni singoli. Il tecnico ha cominciato dai due meno utilizzati, cioè Amoran e Arrigoni: «Peter garantisce intensità e qualità negli allenamenti. Mi avevate chiesto la stessa cosa di Piacentini un mese fa e rispondo usando le stesse parole. Dà valore alla rosa e agli allenamenti ed è pronto per giocare. Arrigoni? Tra me e lui c’è un rapporto particolare, ci conosciamo da tempo, sono stato espressamente io a volerlo qua. Sta facendo un percorso di crescita dopo un infortunio molto grave. Ha cominciato ad essere a posto a fine ritiro, ma un infortunio così comporta settimane o mesi di adattamento per trovare equilibrio e ritmo. Ogni giorno che passa lo vedo meglio, ma anche senza giocare sta offrendo un grande contributo».
Finale sulla rosa: «Abbiamo tutti calciatori con caratteristiche diverse e si sta creando un gruppo di lavoro importante. Nel nostro contesto è il collettivo a cambiare il volto di una squadra, poi è vero che ci sono giocatori ai quali rinunci mal volentieri. Io sono contento di tutti, anche di chi gioca meno, sono la parte più importante del gruppo».