Calcio, un nuovo caso scuote gli arbitri: la bocciatura di Ferrieri Caputi fa risalire il riminese Rapuano

A poco più di un mese dalla formazione dei ruoli per la stagione 2026-2027, che l’Aia comunicherà nella tradizionale conferenza stampa del 1° luglio, rimbalza già una prima notizia: tra i 5 arbitri effettivi dismessi dalla Can ci sarà anche il romagnolo Marco Piccinini, che ha appena concluso la decima stagione tra Serie A e Serie B. Nella prossima stagione, dunque, gli arbitri effettivi romagnoli della Can saranno tre: il veterano Michael Fabbri della sezione di Ravenna, l’ultimo arrivato Andrea Zanotti di Rimini, promosso un’estate fa e reduce dal debutto in Serie A di domenica, e l’altro riminese Antonio Rapuano.

Rapuano al centro di un caso

Proprio Rapuano è finito, suo malgrado, al centro di un nuovo polverone che sta investendo il mondo arbitrale. Come riferito ieri dai principali quotidiani sportivi, il presidente della sezione Aia dell’Aquila, Guido Alfonsi, ha inviato un esposto alla Procura Federale e al pubblico ministero Maurizio Ascione, evidenziando anomalie nella dismissione di un altro arbitro, Federico Dionisi, appartenente alla sezione dell’Aquila. Ma in tutto questo contesto, cosa c’entrerebbe Rapuano? A trarre beneficio dalle dismissioni di Dionisi, come spiega La Gazzetta dello Sport sul proprio sito, sarebbe proprio il fischietto riminese, che riuscirebbe a “salvarsi” grazie ai voti dell’ultima giornata di campionato. Nell’esposto, Alfonsi punta il dito contro un cambio di designazione dell’osservatore arbitrale, ovvero la figura che per l’Aia assegna i voti alle prestazioni degli arbitri ogni settimana, quei giudizi che a fine stagione determinano una classifica di rendimento, con conseguenti conferme o dismissioni. Il presidente della sezione dell’Aquila ha segnalato l’anomalia di questa sostituzione e soprattutto del voto assegnato dal “nuovo” osservatore a Maria Sole Ferrieri Caputi, arbitro di Lazio-Pisa, valutata con 8.40, un punteggio insufficiente che l’avrebbe fatta uscire dalle prime 25 posizioni della classifica stagionale. Questo declassamento, secondo l’esposto, avrebbe portato alla dismissione di Dionisi. Ma in questo meccanismo entrerebbe anche la posizione in classifica di Rapuano, che sarebbe riuscito a trarre benefici proprio dal voto basso (e dalla successiva perdita di posizioni) di Ferrieri Caputi. In che modo? Alla fine di ogni stagione l’Aia dismette 5 arbitri effettivi. Quest’anno ben tre saranno fischietti con 10 o più anni di anzianità fuori dalla top 25 di rendimento (Abisso, Pezzuto e il forlivese Piccinini). Gli altri due sono gli ultimi in graduatoria: Massimi (42°) e Dionisi (41°). Rapuano, che era stato promosso nell’estate 2015 e che ha appena concluso la sua undicesima stagione nella Can, riuscirebbe a salvarsi grazie al 25° posto determinato (anche) dal voto al ribasso di Ferrieri Caputi. Se, al contrario, quest’ultima avesse preso un voto più alto all’ultima giornata, avrebbe chiuso al 25° posto e avrebbe spinto Rapuano fuori dalla top 25. Di conseguenza, i dismessi con almeno 10 anni di anzianità sarebbero stati 4 (i tre già citati e appunto Rapuano) mentre solo l’ultimo in graduatoria (Massimi) sarebbe stato bocciato, con il penultimo (Dionisi) salvo. Ora la palla passa alla Procura di Milano ma a quella della Figc, con il procuratore federale Chinè che ha già deciso di interrogare tutti gli interessati, probabilmente anche Antonio Rapuano.

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