Il Forlì per chiudere il discorso salvezza, il Bra per tenerlo aperto. Espugnando Sestri Levante, infatti, i Galletti, in caso di mancato successo di Pontedera (a Carpi) e Sambenedettese (in casa, con l’Arezzo), avrebbero la matematica certezza di giocare ancora in serie C. Di contro, una vittoria darebbe al Bra, attualmente penultimo a quota 27, la sicurezza di evitare l’ultimo posto e la possibilità, in linea teorica, di poter ancora appaiare il Forlì. Insomma, nel match di oggi alle 17.30 sono in palio punti pesanti, come riconosce il tecnico biancorosso Alessandro Miramari: «Man mano che ti avvicini alla fine, i risultati sono sempre più determinanti ai fini della classifica e, di conseguenza, del raggiungimento degli obiettivi stagionali».
Malgrado la posta in palio, nessuna delle contendenti si snaturerà: «A così poche gare dal termine, ogni squadra mantiene la propria identità, perché quello che fai in partita è il frutto del lavoro settimanale di tutto l’anno».
Miramari, quindi, si aspetta il solito Bra, ovvero una formazione che fa grande intensità nella propria metà campo ed è molto brava a ripartire.
«Dietro la squadra piemontese gioca a cinque perché con tre centrali e due terzini non puoi sostenere di difendere a tre. La sua qualità principale è la capacità di soffrire anche per 80’ conservando, sino all’ultimo, la volontà di vincere, come abbiamo sperimentato sulla nostra pelle all’andata, quando il Bra si è chiuso nella propria campo e poi, per poco, non faceva bottino pieno».
Per il Forlì, quindi, si tratterà di scardinare un fortino, stando, però, molto attento a non subire in contropiede, perché l’importante, oggi, è soprattutto non perdere. In caso di pareggio, infatti, i biancorossi sarebbero comunque certi di finire col Bra alle spalle: il margine sui piemontesi rimarrebbe +9, a tre giornate dalla fine, e, a fronte della parità negli scontri diretti, la squadra di Miramari avrebbe, rispetto a quella di Nisticò, una miglior differenza reti (-8 contro -17). «A tutti piace fare calcoli, ma in campo non funziona così, dato che puoi avere anche 82 palle gol, poi magari per dieci secondi lasci la palla agli avversari o non difendi bene e perdi».
Il Forlì manterrà, quindi, intatta la propria identità, malgrado la solita emergenza infortuni, in particolare in difesa: «A oggi (ieri ndr), nessuno dei quattro centrali si è allenato. Non è questione di fare pretattica, anche noi impariamo le cose giorno per giorno, in base a come i giocatori rispondono ai test, e solo al termine dell’ultimo allenamento scopriremo chi sarà disponibile».
Oltre a Elia, la cui stagione è finita, mancheranno di sicuro Saporetti, per il solito guaio al ginocchio, e probabilmente Palomba, uscito domenica al 41’ per un problema fisico, mentre si spera di recuperare Onofri. Quasi sicuro, quindi, l’arretramento di De Risio nel ruolo di centrale, come contro la Pianese.