Per tanti anni è stato il mediano con i baffi. Quello che, ad esempio, nel Brescia correva per Beccalossi e Altobelli. Giovanni Zanotti, scomparso ieri all’età di 76 anni, adesso si ritroverà in cielo insieme al numero 10 con cui ha condiviso una sola stagione, nel punto più alto della sua carriera: in Serie B nel campionato 1976-1977. La storia di Zanotti è tipica dei calciatori di fine Anni ’60: fornaio di notte, primi calci nella sua Sammaurese seguito passo dopo passo da Danilo Manzi, per tutti Limòun. A 16 anni va al Cesena per 3 mesi in prova. L’affare non si conclude per questione di soldi, passa quindi all’Imolese, fa un provino per il Milan, e poi finisce al Chieti in Serie C dove indossa la maglia per 6 stagioni. Il suo zenith in Serie B al Brescia, con 25 gettoni e anche 2 reti (contro Catania e Palermo), poi 5 campionati in C al Piacenza, di cui diviene una bandiera. Qui realizza un gol che ancora oggi spopola sul web. Lo fa al Vicenza nel 1983 in Serie C, in una partita particolare al Garilli, terminata al centesimo minuto per un’invasione di campo. È un bolide al volo che quasi spacca la rete. Quando il Piacenza due campionati fa giocò al Macrelli contro la Sammaurese in tanti lo riconobbero e lo invitarono a vedere la gara insieme a loro in curva. Perché le persone passano e le bandiere non si ammainano.
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