Calcio Eccellenza, Sammaurese-Rimini: che incrocio di famiglia tra Carlini e nonno Paiarìn

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Uno ha fatto gol al Rimini la bellezza di 70 anni fa. L’altro spera di farlo alla Sammaurese domenica prossima. Il primo si chiama Ettore Paglierani ma tutti lo conoscono come Paiarìn, l’altro è Alessandro Carlini senza suffissi. Non ingannino i cognomi: abitano nella stessa via e sotto lo stesso tetto a San Mauro Pascoli. Perché sono nonno e nipote. Nel derby di domenica prossima al Macrelli nella prima di stagione nel campionato di Eccellenza si giocherà anche una speciale partita in famiglia, tra il nonno che ha vestito la maglia giallorossa sette decadi fa e il nipote lo scorso anno a San Mauro e oggi tra i punti di forza del rinnovato Rimini. Li incontriamo insieme a San Mauro per fare le carte alla partita, sotto gli occhi vigili di nonna Novella che ogni tanto interviene in questo speciale summit casalingo.

Sgomberiamo subito il campo, Ettore, domenica lei per chi tiferà? «Sono combattuto perché contro la mia Sammaurese non sono mai stato. Ma davanti ad Alessandro non posso che stare con lui. E gli faccio pure una promessa: se fa gol gli faccio un bel regalo. So già che al bar non la prenderanno bene ma il nipote è il nipote...».

Gli occhi di Alessandro si illuminano d’immenso: «Questa non me l’aspettavo. Già è un’emozione tornare giocare a San Mauro dove sono cresciuto e lo scorso anno ho vestito la maglia. Adesso poi questo coming out del nonno mi ha spiazzato. Tanto più dalla persona che da piccolo mi ha trasmesso la sua passione per il pallone e con il quale ho calciato le prime volte».

Ma in caso di gol Carlini esulterà? «Non ci ho pensato. In ogni caso devo fare gol e non sarà facile».

Nonno Ettore ascolta e subito parte il consiglio: «Sei un bravo giocatore ma devi tirare di più in porta e invece fai troppo il rifinitore. Adesso ci sono più possibilità, ai miei tempi invece c’era un agonismo da fare spavento con marcature a uomo durissime».

Il ricordo va alla partita Sammaurese-Rimini giocata il 30 dicembre del 1956 nel campionato di Promozione. Si disputa nel mitico campo di Via Veneto a San Mauro, finisce 1-1 e succede che? «Faccio gol, anche se il ricordo non è nitido. Ho invece bene in mente il terzino del Rimini che mi marcava, Gambi. Appena metto piede in campo mi dice: ‘se tocchi il pallone sono guai per te’. Ero giovanissimo e in quegli anni mica si scherzava nelle marcature».

Alessandro lo guarda e gli scappa: «Va bene ma sono altri tempi. Adesso l’agonismo non è venuto meno e in più c’è tanta più tattica. Per noi poi sarà una partita dal sapore tutto speciale, questa prima di campionato: arriva dopo tanti mesi di astinenza dal calcio per un fallimento che si è fatto molto sentire nell’ambiente riminese».

Nello stadio dedicato ai cinque fratelli Macrelli, cognome che rievoca persone con cui ha giocato, nonno Ettore domenica ci sarà? «Sono sceso in campo con tre di loro in anni nei quali la Sammaurese era composta per lo più da giocatori del paese. Comunque, sì sarò allo stadio, anche se non sarà una giornata semplice sul piano emotivo».

Chi invece non sarà della partita è nonna Novella, moglie di Ettore, che non lesina energie e pensieri materni. «Non ci penso proprio. Quando Ettore giocava gli fecero una entrata molto dura, da quella volta ho detto mai più in un campo sportivo. Lo stesso faccio per Alessandro, ho troppa paura che si faccia male. Anche se poi guardo le sue partite sul tablet».

Carlini sorride e volgendo lo sguardo a nonno Ettore gli dà questo consiglio per domenica prossima: «Spero che al campo si diverta come ai vecchi tempi. E spero anche di fare gol. Dopo la promessa che mi ha fatto mica posso fare finta di niente”. Replica immediata: «Sei fortunato a non avermi in campo da avversario perché con me non avresti visto la palla...», e il tutto si chiude con una risata generale.

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