Una partita, due letture. Sono quelle di Alessandro Miramari e Roberto Venturato, che hanno dato versioni diametralmente opposte dell’1-1 fra Forlì e Livorno. Secondo il tecnico biancorosso, infatti, ai punti avrebbero prevalso i Galletti, mentre per quello degli amaranto se una squadra meritava la vittoria, era la sua. In realtà, c’è del vero in entrambe le analisi perché, pur con modalità diverse, tanto il Forlì quanto il Livorno hanno provato a portare a casa l’intera posta, mostrando di avere gioco ed idee interessanti. Il Livorno ha fatto leva soprattutto sulle incursioni di Malagrida, sulle percussioni di Peralta, bravo a svariare sulla trequarti e letale nell’occasione del pareggio, e sulla classe dell’eterno Dionisi, capace, nelle poche occasioni a disposizione, di andare vicino al gol. Il Forlì ha risposto con un pressing aggressivo e costanti raddoppi sui portatori di palla avversari, finendo spesso per avere la meglio nei duelli e sulle seconde palle. Entrambe le squadre sono, invece, mancate negli ultimi metri, con Miramari che ha rimarcato le quattro o cinque situazioni potenzialmente pericolose in cui i suoi non sono nemmeno riusciti a far sporcare i guanti a Seghetti, e Venturato a lamentare la scarsa incisività amaranto davanti allo specchio. Se il risultato finale spinge un po’ più in là la zona play-off, distante ora 3 lunghezze dai toscani e 5 dai romagnoli, la prestazione legittima, invece, in tutti e due i casi, aspirazioni più ambiziose della salvezza. Come contro il Pineto, dopo il match col Livorno resta, tuttavia la sensazione di un Forlì a cui mancano sempre dieci centesimi per fare un dollaro o, per dirla con Miramari, di una squadra che non riesce a rendere appieno per quelle che sono le sue potenzialità. I giocatori arrivati sul mercato di gennaio, infatti, hanno reso la rosa nuovamente competitiva, forse anche più di quanto fosse ad inizio stagione. Palomba, ad esempio, ha dato solidità all’intero reparto difensivo, Trombetta, pur con una sola rete all’attivo, ha restituito pericolosità a un Forlì che prima del suo arrivo aveva realizzato la miseria di un gol in cinque partite e dal suo esordio (a Pesaro) in avanti ha sempre segnato, mentre Scaccabarozzi, negli spezzoni giocati, ha mostrato quanto possa essere utile alla causa, tant’è che col Livorno avrebbe fatto comodo. Eppure, per un motivo o per l’altro, da qualche ingenuità a un po’ di sfortuna, con gli avversari che ultimamente castigano al minimo errore trovando, per di più, il gol della domenica, vedi Pineto e Livorno, i Galletti sin qui hanno raccolto meno di quanto seminato. Dopo aver saltato le ultime due partite per un problema tendineo, Scaccabarozi dovrebbe essere disponibile per la sfida di domenica contro la Juve Next Gen. Non così Macrì e Petrelli, tornati ad allenarsi in gruppo, come Gaiola.
Calcio C, è un Forlì competitivo ma poco concreto