La speranza del Cesena: l’anima di una squadra che sfida i suoi limiti

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Bentornati nel campionato più democratico d'Italia, dove le tre retrocesse (Cremonese, Verona, Pisa) iniziano con una sconfitta, sull'onda lunga di una Serie A che le ha appena respinte. Non si scherza con la Serie B e il Cesena ha avuto il merito di ricordarlo alla Sampdoria, grazie a un debutto positivo oltre ogni immaginazione. Per ora meglio restare cauti e non uscire dal recinto dei buoni indizi, perché la prima giornata di campionato è sempre una gara a parte e resta un affare da maneggiare con cura.

È raro che un nuovo acquisto sbagli l'approccio al debutto casalingo, ma resta il valore del fatto che ieri non lo ha sbagliato praticamente nessuno. Al di là dei suoi limiti, il Cesena sembra già avere un’anima: ce l'ha sia quando attacca, sia quando si mette a difendere insieme al suo stadio. E quando di base hai un’anima, è più facile che alcuni giocatori rendano oltre le loro possibilità. È il caso di Druiventak, uno che ha un trattamento di palla che ricorda la carta vetrata a grana grossa passata sugli scuroni degli infissi prima di verniciarli, una locomotiva da binario che quando calcia il pallone riscrive le leggi della dinamica. Nella maggior parte degli stadi d'Italia, tutto questo è un limite, invece a Cesena diventa un curriculum, soprattutto se a corredo corri come un matto e ogni metro è lo specchio di uno che pensa: “Cesena è la mia grande occasione”. Il Manuzzi se n'è accorto e questo è un tipo di stadio che quando nota certe cose ti fa un poderoso shampoo di applausi.

Un altro che ha una grande occasione è Diamanti e il mastice dei reduci di un gruppo sano lo ha subito aiutato a salire il gradino del primo punto in classifica. Menzione d'onore per Frabotta: ha giocato su una gamba sola, mettendo il bene della squadra al primo posto. Un eventuale gol nel recupero sarebbe stato la medaglia finale per chi ha accettato di fare brutta figura per tutto un secondo tempo, in nome di un risultato positivo da difendere contro un avversario più forte.

I reduci dell'anno scorso, si diceva. In attesa di un regista che consenta a Pagano di avanzare di venti metri, è assodato che il mercato estivo non potrà dare acquisti più importanti di Bisoli. Nei momenti più difficili, è stato il totem attorno a cui ha danzato la squadra: era stato preso proprio per questo e vederlo in salute è la notizia migliore possibile. Un anno fa c'era il suo cugino triste e pubalgico, quest'anno c'è quello vero. Ieri da incerottato si è buttato in contrasti da sfasciacarrozze, ma è rimasto in campo, coerente con uno spirito che lo porterà a chiedere il cambio solo con una gamba sottobraccio. Questione di testa, quella che servirà contro l'Entella, in una partita particolare: più difficile a livello mentale, eppure più importante per il tipo di campionato che sulla carta spetta al Cesena. Il vero valore a Cesena-Sampdoria 1-1 lo darà la serata di Chiavari. Un'altra bella prestazione sarebbe la prova che forse c'è di più e c'è di meglio. Oltre l'estate triste di una proprietà che non parla e spicca per la sua assenza, si intravede lo spirito di una squadra che sta provando a iniziare qualcosa.

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