Comunque vada a finire, Cristian Shpendi è una persona seria e ieri ci ha ricordato che non è vero che i calciatori sono tutti uguali. Nel pieno di una estate di milionari imbronciati dove chi ha richieste sul mercato spedisce certificati medici e vive da separato in casa (Sebastiano Esposito, Moise Kean), qui è successo qualcosa di diverso. Il centravanti del Cesena sul piede di partenza non ha fatto una piega: ha giocato, ha corso, ha messo la gamba e ha segnato.
Comunque vada a finire, si profila uno spiraglio politico nella carriera di Filippo Masolini. Uno che per tutta la vita potrà raccontare di avere portato i gemelli Shpendi da San Marino per 5mila euro e alla fine il Cesena sta per ricavarci un totale di 6 milioni. Questa non è una plusvalenza calcistica, è una manovra finanziaria: se si sparge la voce e arriva al Ministero dell’Economia, Masolini diventa papabile per un sottosegretariato e gli affidano il fascicolo del caro carburanti.
La storia di quello che accade a Cesena rispecchia una intervista della settimana scorsa a Julio Velasco all’alba degli Europei di pallavolo. Un giornalista gli ha detto con orgoglio che in Italia c’è una grande tradizione, quindi si vince. Velasco ha precisato: “Non è che il movimento funziona perché c’è una storia. Il movimento funziona perché ci sono allenatori bravi che stasera vanno a fare buoni allenamenti e formano buoni giocatori”. Il Cesena non lancia i giovani solo perché ha una storia, quella ce l’hanno anche la Pro Vercelli o la Triestina. Il Cesena riesce ad essere forte con i giovani quando ha allenatori bravi diretti da dirigenti bravi che poi hanno il coraggio di portare i ragazzi al piano di sopra. Tutto qui.
A parte isolate comete (Nagatomo, Papa Waigo, Blesa), il Cesena le plusvalenze vere le ha sempre centrate coi ragazzi fatti in casa. Se una proprietà nuova vuole provare qualcosa di diverso è legittimo e nel diritto di chi mette i soldi, ma se trascuri i ragazzi del vivaio per andare a pescare Frieser o Natta in giro per il mondo e passi tutte le estati a piazzare Ogunseye come se fosse un monolocale a Valverde, forse qualche domanda devi fartela.
Comunque vada a finire, al termine del mercato il dovere della chiarezza non sarà più rimandabile e la proprietà del Cesena dovrà prendersi il tempo per spiegare quale è il piano e se c’è il piano. Ha investito tanto per salire lo scalino dalla C e mantenere la B, fino a un 2026 dove il percorso non è più stato lineare. Dalle cessioni di Berti e Shpendi fino all’entusiasmo contagioso di Diamanti, dove vuole arrivare il Cesena Fc? Più in alto possibile? Al cambio di proprietà migliore possibile? Che tipo di interventi sono? Non dovrebbe essere difficile spiegarlo con parole chiare, diverse da quelle di un vecchio sketch di Raimondo Vianello e Gianni Agus ambientato all’ospedale .
“Come è andato l’intervento?”
“Non l’ho fatto. L’infermiera ripeteva: “Stai tranquillo, cos’è quella faccia? È un intervento di routine”. Mi sono alzato e sono scappato dalla sala operatoria”.
“Ma perché sei scappato? È normale che dicesse così”.
“Insomma. L’infermiera parlava al chirurgo”.
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