La sentenza del derby: Cesena-Empoli è il primo svincolo del campionato

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Modena-Cesena in fondo è stata una partita equilibrata, peccato solo per quegli ultimi 88 minuti. È un vecchio classico di un antico abitante di Villa Silvia: uno come Ugo Angeli sarebbe diventato milionario da autore di Zelig, invece per nostra fortuna ha fatto il magazziniere qui. Appoggiarsi ai classici è un modo come un altro per stemperare il nulla cosmico di sabato pomeriggio, con la prima rumorosa stecca del Cesena e di chi lo guida.

Il Cesena è povero di qualità e questo si sapeva, però se sei povero di qualità, non puoi permetterti di essere povero di spirito, parcheggiando il pullman davanti al portiere, con il linguaggio del corpo di chi chiede quanto manca alla fine anche se siamo al 3' del primo tempo. C’è stata un'espulsione esagerata, ma l'arbitro aveva mandato in doccia solo Fiori, mica mezzo Cesena e la storia di ogni squadra è fatta di imprese in dieci contro undici o quantomeno di prestazioni piene di orgoglio per suturare le ferite di un cartellino rosso. Niente di tutto questo: solo un pomeriggio da rannicchiati sotto l'ombrello nella speranza che la bufera passasse da sola. Un'idea moderna di calcio non dovrebbe essere solo passare la palla decine di volte al portiere: c'è tutto un nuovo movimento di allenatori che invoca un calcio più coraggioso e va benissimo, basta che non restino solo parole.

Le vibrazioni di un derby, la voglia di mettere in pratica una buona settimana di lavoro. Non si è visto nulla di tutto questo e per una volta Alessandro Diamanti ha imitato il suo predecessore Ashley Cole, uno che in due mesi ha infilato un percorso netto di conferenze stampa della vigilia passate a raccontare partite che poi non accadevano. Diamanti come temperamento resta una figura credibile per una squadra così fragile, ma se a parole dici che è bello giocare un derby, poi il derby devi anche giocarlo.

Modena ha confermato i timori sulla limitata potenza di fuoco del Cesena: i forfait contemporanei di Pagano e Fiori hanno sbriciolato ogni idea di presenza offensiva, con la metà campo a diventare un fosso con i coccodrilli a sigillare la solitudine di Shpendi. Restano misteri fin qui irrisolti come la scelta di Druiventak (generoso di spirito, poverissimo di tutto il resto) e più in generale c'è un elenco di scommesse nella rosa di una società che dovrebbe rischiare sui giovani che costruisce nel suo vivaio.

Cesena-Empoli a questo punto diventa il primo vero svincolo del campionato. C'è una squadra che deve delle risposte innanzi tutto a se stessa e poi al suo pubblico: martedì sera le servirà il fattore campo e deve guadagnarselo fin dalla palla al centro, orientando il soffio del Manuzzi verso la porta dell'Empoli. Tocca al Cesena spiegare se Modena è stato un incidente di percorso, oppure l'avviso di chiamata di una china pericolosa. La china di una squadra che ieri ha dato l'idea di non avere ancora capito quello che deve essere. Se non abbini coraggio e spirito a idee nuove di calcio, allora sei solo una squadra molto debole che pretende di giocare come una squadra molto forte. Proprio il tipo di squadra che la Serie B si diverte a sbattere in fondo alla classifica.

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