“Tutti hanno un bel piano in mente, finché non prendono un pugno in faccia”. Nel lessico elementare ma incisivo di Mike Tyson, era un modo per ricordare che la teoria e i progetti spesso svaniscono davanti agli imprevisti della realtà.
Il Cesena ha scelto il momento giusto per prendere un pugno in faccia, così magari gli viene davvero paura e capisce che sta scherzando col fuoco all’alba dell’inizio del campionato. Era scontato che quella di ieri sarebbe stata la partita più utile del calcio d’agosto, ora vediamo come viene gestita la lezione di un 3-0 col Sassuolo in cui il punteggio finale in fondo è tra le note più positive.
Qualche indizio sparso. Con Natta a prima vista inservibile, in difesa sta destabilizzando l’infortunio a Piacentini, che ha un cuore che fa provincia, ma tre anni fa in Serie C era pur sempre il quinto difensore dietro Prestia, Silvestri, Ciofi e Pieraccini.
A centrocampo si è spinto per settimane per liberarsi di Castagnetti come se fosse un Nannelli qualunque, anche se non c’era l’alternativa pronta per sostituirlo. Che Castagnetti sia alle ultime curve della carriera è innegabile, ma resta uno che sa giocare a calcio e con uno spirito sempre positivo per fare da collante a uno spogliatoio pieno di scommesse.
In attacco il centravanti più forte a disposizione di Diamanti sarà sul piede di partenza fino agli ultimi sospiri del mercato, ma al tempo stesso la doppia cifra di reti che garantisce Cristian Shpendi resta una delle poche certezze in mezzo a ragazzi con tanta volontà e pochissimi gol nei piedi.
Tutti hanno un bel piano in mente, si diceva. Appunto, si torna ai grandi classici: quale è il piano del Cesena? Siamo alla seconda puntata del “se non rischi non guadagni” annunciato da John Aiello alla presentazione di Ashley Cole? Oppure siamo semplicemente alla trasposizione economica del calcio di Bruno Bolchi (primo non spenderle), con il Cesena obbligato a chiedere subito pentole e coperchi a un allenatore debuttante?
Nel pieno di mesi contraddittori e divisivi, resta un principio di fondo che dovrebbe mettere d’accordo tutti: la Serie B è il vero patrimonio da tutelare, tutto il resto viene dopo. È il motore che ha spinto migliaia di tifosi ad abbonarsi sulla fiducia, passando oltre una campagna acquisti leggerissima (nella prima settimana di ritiro i volti nuovi erano Natta, Caprini, Druiventak in prova e Schirone). Abbonarsi al Cesena è sempre stato l’invito a condividere un cammino e una delle pagine più deludenti dell’estate 2026 è stata scritta con i nuovi prezzi per le singole partite. Lo spot per gli abbonamenti del Cesena poteva essere “dammi una mano e salviamoci insieme”, invece col tempo è diventato “sarà meglio che ti abboni, che i distinti superiori con la Sampdoria costano 46 euro”. Evidentemente è lo specchio dei tempi che cambiano, sperando almeno che si inneschi una reazione a catena. Dopo avere deciso prezzi che fanno spavento, magari ora il Cesena si spaventa anche per quello che si è visto col Sassuolo e inizia per tempo a difendere la B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA