Il Cesena, le risorse oltre al gioco e il capitano non giocatore

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La partita più pesante dell'anno, dove il valore del risultato riempie la testa e blocca le gambe. Superato un valico fondamentale, c'è pure la risposta a una domanda che da un anno e mezzo accompagna la gestione di Michele Mignani.

Il Cesena ha altre risorse oltre il gioco? Sì. Il Cesena ha Jonathan Klinsmann, che ieri nel finale dopo una parata col coscione in stile hockey su ghiaccio ha esultato come per un gol segnato. Ieri ha aggiornato il dato delle gare senza gol presi e ripensandoci ora, questo è un portiere talmente forte che lo abbiamo sottovalutato. In una stagione in cui sta parando molto, c'è stato un periodo (da settembre a novembre) in cui ha parato tutto: c'è stato tantissimo di lui nel momento di massimo splendore e forse ce ne eravamo dimenticati.

Il Cesena ha altre risorse oltre il gioco? Sì. Il Cesena ha Tommaso Berti che ha segnato un gol di stordente bellezza e soprattutto lo ha segnato tirando di collo piede, una rarità. La moda è tirare di piatto e nelle ultime generazioni di calciatori è una moda diffusissima. Se un altro bel talento come Riccardo Ciervo ogni tanto aprisse la valvola dell'ignoranza e tirasse pensando di buttare giù la porta, forse darebbe una svolta al suo percorso.

Il Cesena ha altre risorse oltre al gioco? Sì. Ha un pubblico fatto di gente che non ha bisogno di andare a vedere una bella partita, più semplicemente ha bisogno di andare allo stadio. Una partita del Cesena è sempre stato il racconto di una comunità: è una dichiarazione di se stessa, di come sta la sua gente e di come vorrebbe stare. È un tipo di pubblico che la proprietà americana ormai dovrebbe avere conosciuto, almeno si spera, cogliendo la differenza tra uno spettacolo e una partita di calcio. A Cesena non basta ospitare i tifosi, ma devi convincerli con un'idea e una presenza.

Il Cesena ha altre risorse oltre al gioco? Sì. Ora ha pure Alberto Cerri, uno talmente grosso che ogni lunedì sera potrebbe affittare la sua schiena come tavolo per i tornei serali di maraffone nei circoli. Cerri è un impegno a lungo termine affascinante, costoso e rischioso. A Como in tantissimi lo rimpiangono a livello umano ed è un ottimo segnale: resta il fatto che il Cesena si è legato per due anni e mezzo a un giocatore di quasi 30 anni che solo una volta in carriera è rimasto per un periodo simile nella stessa squadra (Como, agosto 2021-gennaio 2024). Per caratteristiche tecniche e di ingaggio, è un giocatore che non puoi ignorare e che condizionerà: il Cesena ha scelto di dipendere da lui a lungo termine e fare questo tipo di scelta a inizio febbraio è un rischio da calcolare.

Il Cesena ha altre risorse oltre al gioco? Sì. Il Cesena ha Tommaso Arrigoni, il capitano non giocatore, uno che dovrebbe andare in call una volta la settimana con la proprietà Usa per offrire un ripasso di cosa vuole dire fare calcio qui. Francesconi gli ha dedicato il gol, il tributo nei tempi migliori a chi ti è stato vicino nei tempi peggiori. Tommaso è tornato qui anche per questo e il percorso della sua carriera sembra una frase di Vinicio Capossela tra una canzone e l'altra di un suo antico concerto al Vidia Club: “Un paese bisogna avercelo. Almeno per potersene andare e anche per tornarci per sempre”.

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