Il Cesena, la migliore uscita di scena di Berti e il vantaggio di Diamanti

Blog
/  A un dato momento

Non ci poteva essere una migliore uscita di scena per Tommaso Berti. Se ne è andato in un momento in cui tutti lo rimpiangono e non ha fatto in tempo a diventare un sopportato. È un rischio concreto che hanno conosciuto in tanti, da Emiliano Salvetti a Marco Bernacci e perfino l’ultimo anno di un totem come Hubner fu una mezza agonia. Berti invece è all’apice del gradimento, saluta tutti mentre fa surf su margini di crescita sterminati e la ferita che pulsa è proprio questa: nessuno sa ancora bene cosa possa diventare e sarebbe stato bello scoprirlo qui.

Il saluto a Berti conferma il limite del Cesena: è un eccellente trampolino di lancio, ma non riesce ad essere un traguardo per un calciatore, figuriamoci in questi ultimi mesi, opachi e confusi. Ha venduto in fretta il suo talento più puro e almeno non lo ha svenduto: un anno fa un attaccante da 15 gol come Adorante è passato dalla Juve Stabia al Venezia per 3 milioni: più o meno le stesse cifre di Berti, uno che per ora non ha il senso gol tra le sue doti.
Resta un dubbio di fondo che poi non è nemmeno un dubbio. Se hai fretta di cedere entro giugno un Nazionale Under 21 emergente, significa che il bisogno di fare cassa travalica ogni altra voce in agenda. Non è certo la prima volta che il Cesena stacca una mela dal ramo prima della completa maturazione e la storia ci dice che quando diventa la regola, è un segnale di allarme che lampeggia (l'affare Giovane-Carnesecchi all'Atalanta sta per compiere dieci anni). L'arte di insegnare nel vivaio come si gioca a calcio resta il motore principale di una miniera di plusvalenze. Berti è l'ultima conferma che i migliori giovani dal Cesena escono già skillati, per usare un inglesismo che trasuda uno spontaneo calore umano (tipo Totò Skillati, il bomber delle Notti Magiche).

Con il mese di giugno ai titoli di coda, ora resta giusto da fare la squadra, ma almeno c'è l'allenatore, tutto da scoprire o quasi. Alessandro Diamanti come cura dei rapporti con i giocatori ha l'impronta di Pierpaolo Bisoli, uno che potrà essere divisivo per il gioco che propone, ma sai sempre che metterà la cultura del gruppo sopra ogni cosa. I migliori Cesena delle migliori versioni di Bisoli vincevano le partite perché i giocatori si volevano bene, protetti dalle tonsille al plutonio di un allenatore a volte feroce, ma mai vendicativo. In più, ci sono gli indizi della tesi di Diamanti a Coverciano, indizi che raccontano di un calcio spensierato per esaltare il talento: di sicuro la filosofia ideale per l'Australia, mentre in Italia la leggerezza è ammessa in estate, poi se in settembre ne perdi tre di fila, si diventa tutti piuttosto pesanti. Diamanti è un'altra scommessa, ma almeno parte con un vantaggio: non ha un termine di paragone perché arriva dopo Ashley Cole, quindi può solo fare meglio.

Siamo di fronte a un tipo di cambio naif da fumetti che sarebbe piaciuto a Groucho, l'assistente di Dylan Dog quando raccontava di un dialogo tra alcune sue amiche.

“Ho preso un cane per mio marito”.

“Interessante, dove si fanno questi scambi?”.

(A un dato momento torna in agosto)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui