Il Cesena in cerca di energia e l’attore non protagonista

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Torna in mente lo scorso mese di gennaio, quando iniziò a sgonfiarsi il canotto. All’epoca la proprietà del Cesena fece due conti e un paio di algoritmi, traendo le seguenti conclusioni: quante possibilità ci sono di andare in A? Molto poche. Quante possibilità ci sono di retrocedere? Molto poche. Risultato: frenatona al mercato, Mignani incupito, Cole che non ingrana eccetera eccetera. Si fa largo l’impressione che siamo all’onda lunga del canotto sgonfio e certe scorie non se ne siano andate.

Il Cesena nato in estate è una entità in cerca di rivelazioni che per ora sono rimaste scommesse: Druiventak è sparito dai radar, Natta non c’è mai entrato, Caprini lo vedono solo i fisioterapisti, D’Andrea e Debenedetti stanno spostando pochino. Il risultato è una squadra che per un’ora costruisce la partita, poi non ce la fa più e si rannicchia sulla partita, con la scena dei crampi a ottobre che non è un bel vedere. Il lato positivo è che è già chiaro cosa servirà a gennaio: c’è una squadra che ha scelto il 4-3-3 come idea di gioco, ma in attacco sulle fasce ne ha giusto uno che regge la categoria (Fiori), mentre l’esterno destro di riserva più credibile è Frabotta, che però di lavoro farebbe il terzino sinistro. Basta e avanza per concludere che qui bisognerà metterci le mani.

Le mani per ora sta provando a metterle Diamanti, che nelle sue mosse in corsa dimostra di essere un allenatore interessante, ma ancora acerbo. Per esempio, il passaggio al 3-5-2 di ieri è stato molto in stile Pierpaolo Bisoli ai tempi della B, quando partiva con un sinfonico 4-3-1-2 con Do Prado ai violini e poi alzava il muro azionando la betoniera, buttando dentro Franceschini e compagnia. Era il tempo in cui Bisoli era uno spasso anche nelle interviste. A chi gli rimproverava di chiudersi troppo in difesa, rispondeva: “Ci sono momenti della partita dove la squadra mi guarda e mi chiede di passare a tre dietro”, sulla scia del celebre “ce lo chiede l’Europa” di Romano Prodi per giustificare ogni tassa che ci sbatteva sui denti.

La voglia di arrivare alla prima vittoria in casa si sta facendo largo, così dopo il gol dell’1-0, ieri Diamanti ha voluto metterla al sicuro prima possibile, peccando di frenesia. Non ha un gioco dei cambi migliorativo per attaccare, così ci ha provato col gioco dei cambi conservativo per difendere, ma niente da fare. È un allenatore con idee e la fame giusta per allenare una squadra difficile in un campionato difficile, ma deve migliorare nella gestione delle energie dentro la partita. E a proposito di energia: in un panorama del genere, Francesconi non può giocare così poco. Mica parliamo di un fuoriclasse, ma nei momenti più difficili può diventare un prezioso attore non protagonista, quello che sta provando a fare Dario Hubner nel suo variegato post-carriera. In questi giorni il Bisonte sta debuttando come attore nelle riprese di “Italia-Germania ‘44”: è un film che racconta la partita di calcio giocata a Sarnano nel 1944 tra soldati tedeschi e giovani del paese, con le Marche occupate. Una volta smesso di giocare, Hubner sta facendo di tutto: gli manca giusto “Ballando con le stelle”. Aspettiamo con fiducia.

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