Il Cesena cerca entusiasmo: c’è un allenatore che si è messo in testa di darglielo

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Primi indizi di mezza estate. Se Bisoli starà finalmente bene e potrà fare il leader a tempo pieno, andrà catalogato come un nuovo acquisto di quelli importanti. Pagano sembra avere piedi e idee, ma serve altra qualità e serve al più presto, perché con la B non si scherza e il Cesena davanti è troppo leggero. E in prospettiva, attenzione a Bertaccini: non solo è bravo a giocare a calcio, ma ha la postura di chi è stato costretto a diventare adulto in fretta.

Siamo agli antipasti della stagione e c’è stato il primo assaggio di prezzi allo stadio. Per una amichevole con la Forsempronese, ieri si pagavano 7 euro in curva e 12 in tribuna (più 2 euro di prevendita), con nessuna promozione per chi si è abbonato. In attesa di vedere i prezzi per le gare di campionato, il Cesena aveva abituato meglio.

La campagna abbonamenti in fondo ha viaggiato a una marcia più che positiva, incurante di un clima da spending review e dell’assenza di un acquisto che accendesse entusiasmi. Con tutto il rispetto per alcune scommesse che si giocano tanto (e in fondo è giusto che ci provino qui) nessuno si è abbonato per l’arrivo di Druiventak o Caprini. È assodato che chi si abbona lo fa per vedere la maglia del Cesena al di là di chi la indossi, così anche questa volta si è valicata con un filo di gas quota 6mila. È la conferma di quello che Edmeo Lugaresi chiamava “il nostro zocco duro”, con un’espressione solo all’apparenza sgrammaticata. O meglio, quello del pres restava un calcio ben assestato al fegato della lingua italiana, però rendeva l’idea degli abitanti dello stadio: appassionati e testoni, orgogliosi e legatissimi alla maglia.

Aspettando la volata del mercato, il migliore acquisto estivo è già arrivato e nessun rinforzo per Diamanti potrà avere lo stesso impatto. Il lato buono è che l’acquisto si chiama Amadori ed è stato un colpo costruito sui binari di un progetto bellissimo come il “Calcio integrato”. Il lato cattivo è che non è un rinforzo tecnico: un pollo Campese può anche provare a sovrapporsi sulla fascia ma farebbe una gran fatica, rievocando quella di antichi pacchi tipo Vascak.

Nel pieno di un mercato-giocatori in cui prima la domanda “quanto costa?” precede sempre “ma è pure bravo?”, andrà a finire che per l’ennesima volta il Cesena chiederà tantissimo al suo allenatore, anche se è al debutto in Italia. Non solo: in pochi pensavano che un magnifico giocatore come Alessandro Diamanti potesse avere una seconda vita sportiva da tecnico. Un po’ come se il Cesena lo allenasse Emiliano Salvetti, un artista che non sentiva suo il mondo del calcio e oggi infatti lo guarda da fuori. Invece Diamanti vuole davvero provarci, ha un entusiasmo contagioso ed è arrivato in un posto che ha bisogno di entusiasmo per suturare mesi di depressione. E al di là dell’inesperienza. Al di là di una squadra leggera che rischia di scherzare col fuoco. Al di là di una proprietà per cui il colpo-Amadori è stata la ricreazione in mezzo a un 2026 grondante sangue. Al di là di tutto questo, la vera speranza sono gli occhi accesi di un allenatore tutto da scoprire. E allora benvenuti nel mondo Maga del Cesena. Make Alino Great Again.

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