Cesena-Empoli, i due modi di essere Shpendi e la canzone dei Gemelli Diversi

Blog
/  A un dato momento

Più che una partita, un concerto dei Gemelli Diversi (quelli di “dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora”, gemma isolata in mezzo a un cimitero di mestizia). Cristian Shpendi che segna un gol da coppe europee, lo sfortunato Stiven espulso per un fallo cattivo, un aggettivo tra l’altro sconosciuto a questa pasta di ragazzi.

I tre punti contro l’Empoli suturano il nulla visto con il Modena, ma portano un doppio avviso di chiamata. Questa vittoria è un pacco regalo e dentro la scatola ci sono due messaggi per il Cesena: in uno c’è l’invito a migliorare, nell’altro c’è il divieto di peggiorare.

Non c’è niente di meglio di una vittoria per ragionare serenamente sui propri limiti e il Cesena è lo specchio di una situazione piena di punti interrogativi, dalla testa ai piedi. C’è un presidente come Mike Melby che lunedì festeggia il primo mese alla guida della società e non ha ancora detto una parola per spiegare in che direzione si vuole andare. Un ondeggiare da ponte tibetano che ha avuto l’ultimo scossone con l’addio di un preparatore atletico a fine ottobre: una scena mai vista e nessuno ne sentiva la mancanza.

Una squadra generosa ma piena di limiti resta il lato migliore di questo avvio di stagione. Ci sono giocatori con carenze evidenti, ma non ce n’è uno che non metta la gamba o che rinunci a una corsa. La prima vittoria in casa premia il risultato migliore del lavoro di Diamanti, che come allenatore deve senza dubbio crescere, ma ha creato in fretta una chimica di squadra. C’è chi fa fatica e per ora non regge la categoria (Druiventak si candida a caso di studio da ricordare per anni); c’è chi ha un passo inaccettabile (Bohinen); c’è chi incute il sospetto che non farà mai gol, ma magari è solo un sospetto (D’Andrea, Debenedetti). A monte di tutto questo, c’è un gruppo che rema insieme e restando unito ha raccolto un episodio fortunato da tre punti.

La suprema illegalità di Cristian Shpendi è lo stemma sul cofano di una Panda che quando va a letto sogna di diventare una Porsche, ma non solo. Per il tipo di allenatore e per il tipo di giocatori, l’impressione è che il Cesena sia una squadra che rende al meglio quando può giocare in leggerezza. Il problema è il campionato: in Serie B quando giochi in leggerezza? Praticamente mai. Ci sono 4-5 squadre ossessionate dall’idea di andare in A, tutte le altre hanno il timore più o meno fondato di rischiare la C. Nella scorsa stagione, all’ultima giornata c’era il Venezia già sicuro della A, tutte le altre erano ancora in gioco per qualcosa. Questo resta un campionato bellissimo e formativo che però ti chiede subito qualcosa in ogni partita: Diamanti ha tanta materia grezza da plasmare, tutto passa dal tempo che impiegherà a trasformarla. Di sicuro lui ha uno spirito positivo e prova in tutti i modi ad alzare il morale a chi gli sta intorno, un po’ come la storia dei due esploratori dispersi nel deserto, uno ottimista e l’altro pessimista.

Pessimista: “Ci siamo persi nel deserto, è finita”.

Ottimista: “Calma. Ho due notizie per te: una cattiva e una buona”.

Pessimista: “Dimmi la cattiva”.

Ottimista: “Temo che per giorni mangeremo solo sabbia”.

Pessimista: “Ah, siamo a posto. E la buona?”.

Ottimista: “Beh, non vedi quanta ce n’è?”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui