Virtus Imola, tante le occasioni gettate e troppi gli errori

Alla fine, la somma ha fatto il totale. La somma è stata quella di errori e occasioni gettate al vento. Il totale è stato quello di una retrocessione in B interregionale che tocca ad una Virtus la quale, di fatto, ha perso quella scommessa iniziale, ovvero provare a salvarsi con una squadra giovane e con zero esperienza o quasi in categoria. Una scommessa nella quale si è creduto fino ad un certo punto, quando i ripetuti schiaffoni rimediati contro le squadre di alta classifica hanno convinto la società che bisognava muoversi in altro modo. Ovvero spendendo un extrabudget concesso strada facendo da uno sponsor per correggere una squadra costruita con 2 noccioline in estate. Un play esperto ed una coppia 4-5 di categoria: questo era quanto sembrava servire alla Virtus di inizio stagione con le correzioni richieste da Galetti ed assecondate dalla società che sono andate in direzioni diverse all’insegna di porte girevoli (Castellino-Boev-Kucan-Giorgi-Stankevicius i protagonisti del dentro-fuori) che hanno consegnato al campionato una squadra incapace in ogni caso di cambiare passo anche dopo le correzioni di mercato a fine 2025. La scelta di Ricci come ultimo slot di mercato (quando sarebbe servito tutto tranne che un’altra guardia) alzando la posta dopo una settimana di tentennamenti è stato il colpo finale con l’esonero di Galetti dopo la figuraccia di Ravenna. Tutto ciò ha portato Baldiraghi sulla panchina della Virtus nella speranza che il coach pavese potesse fare il miracolo di trasformare una squadra “sbagliata” e debole in una squadra che potesse guadagnarsi la salvezza. Così non è stato: il ko di Chiusi è stato l’ultimo in trasferta di una Virtus che lontano da casa ha vinto solo contro la Luiss e che con la valigia in mano ha buttato nel cestino le occasioni per regalarsi una storia diversa. Infatti le sconfitte di Casoria-Fabriano-Pesaro sono state quelle che hanno cambiato la geografia del finale di stagione dei gialloneri. Un epilogo amaro, visto che ora c’è un derby da giocare che non conta più nulla per nessuno e che, nella speranza dei tifosi gialloneri, sarà quello dell’arrivederci ad una categoria nella quale la Virtus ha provato di restare. Fare tesoro degli errori commessi e ripartire avendo questa stagione come monito sulla necessità di avere una struttura chiara senza alcun uomo “ombra”. Questo è quello che la tifoseria chiede ad una società che quest’anno festeggia i 90 anni di storia.

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