Nello sport, ciò che si è perso per strada, non lo si può più recuperare, ma la vita, e lo sport in ugual misura, concedono spesso una seconda chance ed è quella che si prospetta questa sera alle 20.30 per l’Unieuro nel match casalingo con la Reale Mutua Torino. I tanti punti lasciati sul proprio cammino dai forlivesi, compresi i due di sabato con Rieti, sono qualcosa cui i biancorossi non devono più guardare con lo specchietto retrovisore e lo strascico di rimpianti che ne conseguono. Ormai sono andati per sempre, ma per non lasciare scappare anche il treno della salvezza diretta che dista 4 punti (riferendosi a Mestre e Cento e non a Cremona che, grazie al 2-0 negli scontri diretti, è virtualmente a +6) oggi Tavernelli e compagni hanno l’obbligo di battere la formazione piemontese interrompendo la serie negativa interna che dura dal derby con Rimini. In caso contrario, la situazione si aggraverebbe a dismisura a prescindere dalla sfida di domenica in casa dell’Urania Milano che spareggio era, resta e resterebbe.
Già battuta all’andata al Pala Asti, Torino è squadra altalenante ma capace di grandi imprese e quindi l’Unieuro è chiamata a dare il massimo come, d’altronde, deve sempre fare per risollevarsi dalla zona play-out. La vitalità e combattività denotate sia a Mestre che lo scorso weekend con Rieti, sono segnali confortanti al riguardo. Forlì appare viva come di rado è sembrata tra dicembre e inizio gennaio, ma ha ancora tanti, forse troppi, nervi scoperti che la stanno condizionando in negativo. Uno è l’incapacità di fare pesare nei finali punto a punto quell’esperienza di cui, in teoria, è dotatissima. L’altro è l’apporto, davvero poco significativo e incisivo, che sta traendo dalla panchina. Se, infatti, da un lato Stephens sta dando un riferimento tangibile in area che prima Forlì non aveva, Pepe sta salendo sempre più di rendimento e Gaspardo ha una continuità (11 gare di fila in doppia cifra) che mai gli era appartenuta nei precedenti tre anni in A2, dall’altro l’apporto delle seconde linee è davvero minimale. Aradori, Pinza, Masciadri e Gazzotti, in 45 minuti contro Rieti hanno messo a segno in totale appena 6 punti, bissando il record negativo della panchina romagnola risalente alla prima giornata di campionato a Cremona.
È chiaro che tutti devono dare di più, anche perché, con Torino e poi a Milano, gli effettivi a disposizione di Martino sono e saranno questi. È anche chiaro che la panchina vada allungata e rinforzata sul mercato, altrimenti dall’equivoco (e dai problemi) non se ne esce, ma a forza di ribadire questo, ormai, abbiam perso la voce. Sta alla società dimostrarsi presente e attiva e non solo “vigile” come lei stessa ha dichiarato di essere. Nel frattempo, ci sono due punti che i romagnoli non possono non conquistare. Antimo Martino, al riguardo, dichiara: «Si torna subito in campo per affrontare una squadra che sta disputando un’ottima stagione. Loro sono in un momento positivo, con 8 vittorie nelle ultime 10 gare, hanno in Allen un giocatore di grande impatto, anche se sono bravi a distribuire responsabilità e pericolosità. Per questo abbiamo bisogno di una partita di grande attenzione e determinazione».