Dopo due anni “in trasferta” al Villa Romiti, l’Unieuro torna a mettersi in vetrina nella propria casa e quella del Pala Galassi è una presentazione di rinnovata passione. Quella che muove anche nel nuovo ciclo, un club che compie 12 anni e quella di una tifoseria che tra i 500 e più presenti, ritrova, con striscioni, bandiere e cori, anche la propria Curva.
Unieuro, rinnovata passione per una stagione di rinascita
Vivaio centro del progetto
Una stagione possibilmente di rinascita, di certo di cambiamenti e che pone, esplicitamente, le proprie fondamenta sul settore giovanile, cresciuto a livello di iscritti, organizzazione e risultati, negli ultimi anni e che, proprio per questo è centrale nel programma a lungo termine della “Pieffe”. La presentazione della stagione parte, quindi, dagli applausi dedicati uno ad uno ai ragazzi del vivaio: dall’Under 14 a salire sino alla nuovissima Under 19 e al responsabile tecnico Lorenzo Gandolfi, all’ottavo anno a Forlì e per il quale «il valore del lavoro svolto sta nel fatto che, in quest’annata, abbiamo ben 16 giocatori usciti da noi, che giocheranno tra l’A2 e la B Interregionale».
Ragazzi giunti più numerosi del solito da altri territori in un connubio fortissimo con la prima squadra. Un “progetto giovani” che il direttore sportivo Alessandro Bonotti toglie dalla retorica: «Deve essere un’idea forte e non uno slogan trito e ritrito, altrimenti ogni stagione che inizia è un anno zero – afferma - Noi vogliamo creare giocatori che entrino da protagonisti dal tunnel degli spogliatoi facendoli sentire importanti ogni giorno. E questo vale per chi gioca in Under 14 e chi è in A2».
Come Tommaso Pinza, l’unico confermato assieme al neo capitano Raphael Gaspardo a cui vanno scroscianti applausi. Quelli a più elevati decibel assieme a quelli riservati a Don Carey, che esordisce con un «Ciao Romagna», a Santos-Silva (già idolo in pectore della tifoseria), Pascolo e coach Francesco Nanni. «Cerchiamo di tenere la barra sul nostro presente senza pensare al futuro, compreso il mio – sorride il tecnico biancorosso - Quello lo prepariamo ogni giorno e per me contribuire anche a costruire una struttura societaria sostenibile ed efficiente è un orgoglio. Forlì deve diventare il posto giusto in cui un ragazzo di talento voglia crescere».
Concetti sposati dal neo amministratore unico, Luigi Garelli, il cui legame con Forlì si rinnova «sulla base di un ambiente molto coeso, per fare di questo club un modello, e le sensazioni sono molto positive: ogni componente è sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda. E’ il suo primo, vero anno da dirigente “da scrivania” e il post-Nicosanti un po’ mette le vertigini. «Ci sentiamo spessissimo, con lui questa avventura è iniziata nel 2015 e mi è rimasta nel cuore. Il suo lavoro resta fondamentale, anche per me».