Unieuro: prima azzurro poi biancorosso, la lunga estate di Nanni

Il presente azzurro, il futuro biancorosso. Sono giorni intensi quelli che vive il nuovo coach dell’Unieuro, Francesco Nanni. Un occhio è sempre vigile su quanto accade a Forlì in vista della nuova stagione, che scatterà ufficialmente il 13 agosto con due giorni di “open gym” e test per i due stranieri (presenti sin dal momento del raduno) seguiti poi dal via ufficiale della preparazione il 17. L’altro occhio e la testa sono invece proiettati su sabato quando scatteranno a Lubiana gli Europei Under 20.

Nanni è ancora il vice del commissario tecnico Alessandro Rossi e insieme cercheranno di vivere altri “pomeriggi magici” come quelli dell’estate scorsa quando, sotto la loro guida, l’Italia vinse l’oro. Bis non semplice ma gli azzurri ci proveranno.

«Per tutta la preparazione al torneo non abbiamo mai detto ai ragazzi che veniamo da una medaglia d’oro e che dobbiamo cercare di riconquistarla, perché questo è un nuovo gruppo e ogni volta si parte da zero, tanto più in manifestazioni come questa in cui ogni gara è una battaglia di 40 minuti e fa storia a sé - spiega l’allenatore forlivese -. Nel 2025 l’obiettivo era arrivare tra le prime otto, cosa che non riusciva da otto anni, quest’anno è il medesimo».

La Nazionale esordirà sabato alle 13 con la Germania, poi domenica sfiderà la Francia e lunedì la Turchia. Il gruppo è pronto. «Sì, abbiamo lavorato benissimo, siamo una squadra che punta tantissimo su energia, intensità e tiro. Ce la giocheremo partendo da un girone comunque impegnativo».

Tra i dodici della missione europea sarà assente il play-guardia Mattia Ceccato, futuro forlivese e inizialmente convocato. «Sì, ma solo perché in un’amichevole con la Grecia ha subìto uno stiramento muscolare - spiega Nanni -. Problema che richiedeva due settimane di stop e questo gli ha precluso la convocazione. Nessun problema però per quanto ci riguarda a Forlì. Si riposerà e poi lavorerà in palestra a Milano, facendo anche potenziamento muscolare in vista della prima stagione da senior con noi».

Campionato con tanti giovani, tre elementi d’esperienza come Gaspardo, Mian e Pascolo e due stranieri tutti da scoprire. Su Don Carey pesano in positivo le referenze di Jamion Christian, suo ex coach a Mount Saint Mary’s College e “capo” di Nanni per due stagioni a Trieste. «Sono contento della squadra che abbiamo costruito perché è lunga, ben bilanciata tra gioventù e l’esperienza data da atleti capaci di essere leader nello spogliatoio e ricca di giocatori versatili - ammette il tecnico -. Sui due stranieri poi ripongo grande fiducia. Carey ha la taglia per giocare anche da ala piccola, ma soprattutto ha la capacità di migliorare chi gli gioca al fianco. Con lui abbiamo praticamente un play aggiunto».

E poi il capoverdiano d’America Marcus Santos Silva, un bulldozer d’area. «L’anno scorso in Europa, quando l’ho incrociato due volte, non ho visto nessun rimbalzista come lui. Solidissimo, duro, non sarà un giocatore da post ma sa fare tantissime cose anche in mezza transizione e noi dovremo metterlo in condizione di esprimere tutte le sue qualità».

Già, ma nel suo complesso, la nuova formazione forlivese che qualità può e deve esprimere? «Torno ai tre concetti che ho già elencato il primo giorno. Forlì dovrà dimostrare di avere fame, in partita e nel lavoro di ogni giorno; dovrà avere un’identità, ossia un suo modo preciso di stare in campo; dovrà essere competitiva nel senso di pensare che non sono gli schemi a vincere le partite, ma la capacità di ognuno di accettare e sostenere a testa alta e fiera, tutti i duelli uno contro uno che si presenteranno in campo».

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