Un passo fondamentale. È quello che vuole e deve muovere l’Unieuro domani nel match casalingo con la Sella Cento, la squadra che per ragioni di classifica e di “momento” attraversato in campionato, più di ogni altra può cercare di mettersi alle spalle nella speranza di evitare i play-out salvezza.
Missione a lunga gittata, perché di partite da qui a fine aprile non ne mancano certo poche, ma che passa imprescindibilmente dall’operazione aggancio che i romagnoli devono provare a portare a termine con successo nello scontro diretto del Pala Galassi. In caso contrario la situazione si farebbe quasi drammatica, sportivamente parlando, visto che la Benedetto XIV vinse all’andata e, allora, come già Milano e Cremona, si porterebbe sul 2-0 negli scontri diretti (e a +4 in graduatoria), allontanandosi così in modo netto da Harper e compagni. Se, invece, Forlì dovesse batterla ribaltando il -7 del match giocato in Emilia, allora lo scenario cambierebbe in modo ben più favorevole.
Proprio la gara dell’8 ottobre scorso, primo infrasettimanale di questa annata, può essere definita la cartina di tornasole della stagione della Pallacanestro 2.015. In essa sono racchiuse tante situazioni e tanti aspetti tecnici che, poi, hanno contraddistinto l’andamento della squadra di Antimo Martino in campionato. Proprio per questa ragione, e per gli alti e bassi continui delle due formazioni (Cento ha quattro sconfitte consecutive, otto nelle ultime dieci gare, ma le due vittorie sono arrivate con Rieti ed Avellino), l’incontro che si disputerà in un Pala Galassi finalmente dotato del tanto annunciato e atteso nuovo impianto di illuminazione (funzionante, soprattutto) è totalmente impronosticabile al di là delle noie fisiche di Devoe e Tiberti che, comunque, ci saranno.
Facciamolo, dunque, quel passo indietro di quattro mesi. Cosa accadde a Cento? Prima di tutto fu la prima gara di campionato nella quale l’Unieuro dilapidò nella ripresa, calando vertiginosamente, un cospicuo bottino costruito nell’arco dei primi venti minuti. I romagnoli andarono al riposo con 49 punti realizzati e tre uomini già in doppia cifra (12 Harper, 11 Allen, 10 Aradori), toccando il +16 al 15’ e comunque tenendo otto lunghezze di vantaggio all’intervallo. Con 13 punti di vantaggio ancora al 22’, Forlì in appena quattro minuti si fece mangiare tutto il margine (56-56 al 26’) e, poi segnando appena 11 punti nel quarto periodo, finì per soccombere. Altro aspetto saliente furono i rimbalzi d’attacco concessi: 6 nella ripresa, sui quale la Sella costruì tanto del suo allungo. E poi, al netto dei 20 punti di Devoe, i romagnoli patirono tantissimo la velocità dei play Berdini e Tanfoglio.
Cosa è cambiato da allora? Poco, obiettivamente. E se da un lato Forlì può dire di avere più peso sotto con Stephens, rispetto ad allora anche coach Emanuele Di Paolantonio ha dato più spazio al 21enne lungo Massimiliano Moretti che, nelle ultime 6 giornate, viaggia a 10 punti e 6.2 rimbalzi di media, con Cento che resta la quarta squadra a rimbalzo offensivo di tutta l’A2. E allora? Tra due realtà in difficoltà di rendimento e con problemi, la differenza la faranno forza e tenuta prima di tutto mentale.