Le “partite di transizione” esistono? La risposta è che non dovrebbero esistere, perché chi le affronta come tali, spesso rischia di rimanerci scottato. E l’Unieuro, nella sua posizione di classifica, in una serata che vedrà scontrarsi direttamente Cento e Mestre (due squadre su cui potenzialmente fare la corsa) e col calendario durissimo che l’aspetta, non potrebbe giocare questa sera al Pala Gesteco di Cividale con l’animo rivolto solo alla sosta per la Coppa Italia e al successivo trittico di impegni che l’attenderà, a iniziare dal delicatissimo viaggio a Ruvo di Puglia. Affrontare queste situazioni e queste gare sulla carta chiuse nel pronostico, come rito di passaggio verso altri match fondamentali per la corsa salvezza, al basket forlivese costò già carissimo in passato. Era il 2010-2011 e la trasferta di Casale Monferrato, “transizione” verso lo scontro salvezza in casa con San Severo, culminò in un pesantissimo doppio ko per la Marco Polo di coach Giampaolo Di Lorenzo. E allora, se è legittimo, forse anche giusto, non rischiare stasera Gaspardo e Harper non avendo ancora pienamente recuperato dai propri infortuni; se è comprensibile che due settimane in più per rimettersi in sesto, siano preziosissime a entrambi e alla squadra di coach Antimo Martino, è altresì vero che altri otto giocatori oggi saranno in campo e loro non hanno scuse.
Per chi gioca, quella di stasera contro un’avversaria ormai storica dei biancorossi, non è e mai deve essere una partita di transizione. Viverla come tale per fare “all in” sulla trasferta di Ruvo, potrebbe rivelarsi una Caporetto (con perdita del 16° posto) che l’Unieuro non può permettersi. Forlì perderà a Cividale? Possibile. Anzi, molto probabile. Forlì, però, deve giocare dando tutto affinché ciò non accada, come le chiede il suo stesso allenatore: «È la terza sfida stagionale contro la Gesteco e siamo in trasferta, su un campo difficile, in un’atmosfera che conosciamo molto bene – afferma Antimo Martino - Stiamo lavorando al meglio, con lo spirito giusto, nonostante sia quasi un mese e mezzo che non riusciamo ad allenarci al completo, però vogliamo ripartire dall’atteggiamento e dal desiderio di vincere dimostrato pur nelle difficoltà contro Brindisi».
Sì, perché anche quelli in palio oggi sono due punti che contano. L’Unieuro, per cercare la salvezza, deve conquistarne quanti più possibile a dispetto del campo e del nome dell’avversaria. Chinarsi già ora davanti all’idea di disputare i play-out, significherebbe affrontarli in un ambiente (leggasi Pala Galassi) ancor più depresso di quanto già oggi non sia. E in casa, se questo fosse il destino, i biancorossi dovrebbero sempre e solo vincere. Forlì, vuoi davvero questo?