Pascolo: “L’Unieuro ha tanti giovani con grande talento”

Arriva in palestra, saluta tutti, parla coi tifosi, vecchi e nuovi compagni di squadra e sul volto ha sempre il sorriso. Un classico da primi allenamenti della preseason? Per molti, ma non per tutti. Soprattutto non per Davide Pascolo, perché dietro quel sorriso c’è di più: si palesa evidentissima tutta la contentezza profonda e sincera, per un ritorno in una città che lo ha amato e lo amerà ancora. Sentimento corrisposto dall’ala-pivot 36enne, che proprio nei giorni di fine giugno nei quali si chiudeva positivamente la trattativa con la Pallacanestro 2.015, viveva un’altra attesa: quella del secondogenito Lorenzo, che ora muoverà i suoi primi passi proprio a Forlì.

Una città a dimensione di una famiglia tranquilla come quella di Pascolo, già sperimentata come tale per due campionati dal 2023 al 2025 e che, indubbiamente, ha influito nella sua scelta di tornare proprio in questo preciso momento della sua vita dopo l’esperienza a Rieti della scorsa stagione. «Si sono incontrate due volontà, quella della società in primo luogo e la mia – afferma “Dada” - quando la Pallacanestro 2.015 mi ha effettivamente cercato, ne sono stato subito felice ed è stato semplice creare le condizioni affinché potessi essere nuovamente qua. Devo dire che sono davvero contento».

Rispetto al suo primo biennio in casa Unieuro, la situazione è cambiata. Quella ai nastri di partenza della stagione 2026-2027 non è più una Forlì che punta dichiaratamente ai piani alti e, in più, ha avviato un processo di ringiovanimento preciso e consapevole. Cambia, dunque, anche il modo di stare dentro la squadra per Davide Pascolo? «Un po’ sì, certamente – conferma - in questo gruppo sono nuovo, ma dovrò metterci dentro la mia esperienza passata a Forlì aiutando i ragazzi giovani a inserirsi e, assieme a Gaspardo e Mian, tracciare la via che poi dovremo provare a seguire tutti assieme». Due giocatori, quelli citati da Pascolo, che si conoscono molto bene tra loro per provenienza geografica e e più di un’ esperienza comune in passato. «Sì, io con entrambi, ma anche Gaspardo con Mian. Credo che questo possa essere un punto a favore della nostra squadra, un vantaggio dal punto di vista della chimica, che dovremo sapere trasmettere a tutti».

E se tutte le tessere del mosaico si abbinassero come nei desideri, l’Unieuro di oggi quanto potrebbe valere? «Di potenzialità ne vedo tante, perché ci sono molti ragazzi giovani con grande talento. Dobbiamo, però, partire con umiltà e senza proclami: se lavoreremo nel modo giusto sono certo che di belle soddisfazioni ce ne toglieremo».

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