Martino: “Unieuro, il rammarico è per il secondo quarto”

C’è amarezza, sul volto e nelle parole di Antimo Martino alla fine di una partita che ha impedito alla sua Unieuro di mettere la freccia su Cento e, al tempo stesso, ha rimesso in gioco la Crifo Wines per la salvezza. Il primo periodo aveva mostrato una Forlì decisamente sul pezzo, poi il vento è cambiato e s’è portato via una grandissima occasione. «Abbiamo iniziato la gra come volevamo, il rammarico è per la seconda frazione che ha creato i presupposti per la nostra sconfitta – spiega il coach dei biancorossi - In quel momento abbiamo fatto l’opposto di ciò che, invece, aveva pagato nei dieci minuti iniziali: i nostri attacchi non sono più stati equilibrati, ma frettolosi, e Ruvo è rientrata grazie alle percentuali di Miccoli e a quel gioco in campo aperto che è il suo punto di forza».

Ruvo ha riacquistato fiducia, ha riacceso il motore della sua coppia d’oro Smith-Brooks e l’Unieuro è stata costretta sempre a sforzarsi di restare in scia. C’è riuscita, ma il guizzo finale non l’ha trovato. «Purtroppo nei minuti finali ci sono stati episodi che hanno indirizzato il match nelle mani dei nostri avversari cui devo fare i complimenti. Sapevo che non saremmo potuti venire in casa loro a fare una passeggiata, ma il rammarico resta, a partire dai 16 rimbalzi offensivi concessi che ci hanno condizionato».

Certo, la Crifo Wines ha fisico e centimetri, ma Forlì poteva e doveva fare di più. «Certamente sì – ammette Martino – poi nei 10 minuti finali Smith ha preso in mano il pallino del gioco ed è diventato un isolamento continuo per lui. Abbiamo cambiato varie difese, ma se poi si accende, limitarlo diventa difficile. I nostri limiti, nel non portare a casa partite come questa, purtroppo restano. Per evitare i play-out dobbiamo essere pronti a giocare queste gare senza sperare che qualcuno da fuori venga a darci una mano. Dobbiamo aiutarci da soli».

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