Martino e l’orgoglio Unieuro: “Tutto il Pala Galassi ha spinto dentro il tiro di Pepe” VIDEO

«Sì, quel tiro di Simone Pepe l’ha spinto dentro il canestro tutto il Pala Galassi, ma questa è stata una vittoria di cuore che abbiamo voluto ad ogni costo e pur perdendo un giocatore importantissimo Gaspardo dopo pochissimo, per un infortunio che potrebbe essere serio, speriamo non troppo».

Alla sirena del 40’ ha esultato come da tempo non lo si vedeva fare e Antimo Martino ne aveva ampia facoltà dopo una battaglia sportiva e di nervi che la sua Unieuro ha fatto propria con risorse tecniche e caratteriali. Quelle di cui spesso si è dubitato: «Non abbiamo mai mollato, grande atteggiamento, grande voglia sino alla fine, in linea con tutte le partite che abbiamo giocato nel ritorno, Milano esclusa - spiega il tecnico biancorosso - Siamo vivi e quando questa squadra non riesce ad esprimersi come potrebbe evidenziando pure troppo i suoi limiti, non è perché non voglia. E questa volta l’abbiamo voluta fortemente. Mi auguro che questa vittoria ci dia ancora più fiducia e continueremo a lottare anche se dovessimo perdere Gaspardo».

C’è stato, però, un Pietro Aradori versione anni d’oro. Finalmente. Serviva a lui, serviva alla squadra: «La prova di Pietro è sotto gli occhi di tutti, siamo davvero contenti per lui e ci auguriamo che la prestazione con Cento, soprattutto dal punto di vista mentale, gli serva a sbloccarsi».

E poi, Forlì ha tirato sì 38 tiri liberi, un’enormità, ma ha sempre dato l’impressione di volerseli cercare. «Sì, è così - conferma Martino - La difesa della Sella era sempre al limite, potevamo tirarne anche di più nel primo tempo, e noi siamo stati intelligenti ad interpretare la partita. Tra l’altro rischiavamo di perderla su un episodio (il fallo e canestro di Devoe, probabilmente sfondamento dello stesso, ndr) che per me era invece chiarissimo».

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