Martino e l’addio all’Unieuro: “Senza i guai legati all’alluvione, nel 2023 saremmo saliti noi in A” VIDEO

Ammette che la sua squadra non aveva energie a sufficienza e forse non era neppure nelle condizioni fisiche necessarie per riuscire a giocare ad armi pari il derby con una Fortitudo motivatissima, poi Antimo Martino si lascia andare alla commozione. Vera, profonda e sincera, sfiorando (e forse qualcosa in più di questo) anche le lacrime nel rispondere alla domanda sul bilancio personale del suo quadriennio alla guida tecnica dell’Unieuro.

«Cerco di non emozionarmi (e non ci riesce, ndr) perché 4 anni sono tanti e nel nostro lavoro non è scontato farli – afferma - mi porto via tantissimo da questa esperienza, perché sono stati anni belli, con tantissime emozioni vissute dal primo incontro col presidente Giancarlo Nicosanti, al primo allenamento, alla cavalcata del primo anno culminata in un percorso perfetto cui è seguita l’alluvione che ci ha costretto a non allenarci in un momento in cui eravamo in gas. E lo dico senza nulla togliere a Cremona, che giocò una finale pazzesca. Ogni anno è stato caratterizzato da tantissimi belle situazioni cui ha fatto seguito qualcosa che ci ha turbato come, ad esempio, l’infortunio di Allen. Abbiamo vinto, però, due regular season che, con le regole attuali, significherebbero due promozioni, e una Coppa Italia».

Negli ultimi due anni più difficoltà, ma nel 2024-2025 46 punti e, a ripensarci, c’è da leccarsi i gomiti: «Crescemmo, facemmo una super garacinque a Cividale e se avessimo avuto Perkovic (e il pubblico, ndr) magari con Rimini sarebbe potuta finire diversamente. Quest’anno non è stato semplice, ma non abbiamo mai mollato e mi porto dietro la vittoria a Cividale, l’esultanza con Cento, la vittoria con Livorno. Alla fine abbiamo vinto tanto, portando per quattro campionati Forlì al vertice del basket italiano di A2. E poi questi quattro anni sono rapporti e amici. Grazie».

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