Proprio mentre in Senato si discute il Decreto Fiscale contenente la rottamazione quater e quinquies delle cartelle esattoriali, sotto il cielo nuvoloso (in tutti i sensi) della pallacanestro forlivese, sembra farsi spazio uno spiraglio di luce e torna a fare capolino un nome ben conosciuto e importante nella palla a spicchi biancorossa.
Di conferme ufficiali o almeno ufficiose neppure a parlarne, legittimamente e doverosamente poiché si tratta di una figura tuttora in piena corsa play-off tra l’altro a pochi chilometri di distanza dalla città di San Mercuriale, ma ogni indizio porta a lui: Gigi Garelli.
Il direttore tecnico dei Raggisolaris Faenza sarebbe sulla via del ritorno alla società che lui stesso ha fondato assieme a Giuseppe Rossi. Andrebbe a ricoprire un doppio ruolo fondamentale anche se abbastanza singolare nel suo abbinamento. Con Giancarlo Nicosanti in uscita anche formale dalla carica di presidente e Renato Pasquali che a fine giugno lascerà la poltrona da general manager, Garelli incarnerebbe in sé entrambe le funzioni.
Quella di presidente, per la quale Riccardo Pinza, da mesi candidato in pectore, ha fatto poi un passo indietro e quella da direttore generale o general manager che dir si voglia. Doppio ruolo, al contempo di rappresentanza e di organizzazione, per aiutare un club di cui è stato socio fondatore, ad attraversare un passaggio molto delicato della sua storia.
Garelli ha ancora un anno di contratto con Faenza che gli ha permesso di effettuare quel passaggio dalla panchina alla scrivania che lui stesso aveva pensato per sé proprio a Forlì prima del doloroso esonero del dicembre 2016: frattura anche psicologica con tanto di uscita dalla Fondazione Pallacanestro 2.015 già da tempo in parte rinsaldata. Un ritorno la sanerebbe del tutto e chiuderebbe un cerchio rimasto aperto.
Tutto fa pensare che si possa aprire il “Garelli Quinquies, la sua quinta volta a Forlì dopo la promozione in B1 con la Libertas nel 2002, la finale per l’A2 con la Fulgor Libertas nel 2005, il biennio sempre alla Vem Sistemi 2006-2008 e il ritorno del 2015 con Coppa Italia e promozione in A2.
Con lui opererebbe Alessandro Bonotti in qualità di direttore sportivo. Non un problema come insegna l’esperienza in binomio con Baccarini a Faenza, ma con un budget approvato in prima istanza dai soci e sceso al momento a due milioni, le scelte di mercato non saranno facili. A partire dal nuovo allenatore: con Ferrari blindato da Mestre e Nanni che potrebbe restare a Trieste ora che i giuliani paiono aver salvato la serie A, le opzioni scarseggiano. Sul fronte giocatori resterà Bossi e salgono le chance di conferma (a ingaggio ridotto) di Gaspardo e da Desio tornerebbe Munari. Il resto è tutto da inventare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA