L’Unieuro testa la sua capacità di reazione

Ripartire dopo una sconfitta: tocca a tutti e ora anche all’Unieuro, che dopo una preseason brillante e i primi due acuti in campionato, ad Avellino ha trovato semaforo rosso. Come si riparte fa tutta la differenza del mondo e, oggi, Forlì cerca di farlo nel modo giusto, ospitando la rivelazione d’inizio campionato, ossia quella Real Sebastiani Rieti che pur avendo cambiato nove decimi della rosa, è scattata con un 3/3 da applausi.

L’Unieuro è pronta a resettare e a rimettersi in marcia. Parola del suo allenatore, Francesco Nanni. «Abbiamo lavorato bene questa settimana e siamo tutti carichi dopo una sconfitta che ci ha dato indicazioni importanti sulla fisicità di questa A2, sulla necessità per noi di non avere passaggi a vuoto e non farci abbattere dalle circostanze o da qualche canestro difficile, realizzato dai nostri avversari: sapevamo che fosse un tema ed è normale a inizio annata per una squadra che ha ampio margine di crescita – spiega - Sin dal raduno, comunque, ho detto che dovevamo prepararci a tenere un atteggiamento positivo anche dopo le sconfitte e nei momenti difficili. Questo non è ancora tale, ma forse arriverà: per ora i ragazzi han risposto molto bene e hanno fame di tornare a vincere».

Per farlo l’Unieuro dovrà cercare di limare e limitare le pause, i momenti che possono portare a parziali negativi come quello che ha condotto domenica Avellino al +19. «Noi tiriamo tanto dall’arco e dipende non solo da che tipo di conclusioni prendiamo, ma dalla forza mentale di continuare a credere in ciò che facciamo anche dopo un buon tiro preso, anche se sbagliato o una schiacciata subita, Dobbiamo essere bravi a condividere la palla per arrivare a prendere quei “buoni tiri” e non risolvere il match in proprio in isolamento. Noi non abbiamo i Devonte Green di Rieti».

Il link porta diretto agli avversari. Nanni elogia Fabrizi e la Real Sebastiani e non nasconde le insidie del match. «Rieti sta giocando un’ottima pallacanestro anche facendo fronte agli infortuni con quintetti che propongono Severini da “4”, senza dare punti di riferimento e cercando di correre molto. Per la prima volta affrontiamo una squadra che prova a giocare sul nostro stesso piano e che ha due stranieri che si stanno rivelando molto competitivi. Green ha tanto uno contro uno e White moltissima presenza e sostanza in area controllando bene il pitturato».

Quell’area in cui Forlì sta subendo tanti falli, poi però la conversione dei tiri liberi è stata un problema serio. Nanni è preoccupato? «Ai liberi ci alleniamo, ma poi tirarli in partita è un’altra cosa – sospira il tecnico -.Devo dire, però che Zanetti non è un cattivo tiratore dalla lunetta, tutt’altro, e in amichevole a Mestre aveva fatto il 100%. Santos-Silva ha questo limite anche se non è un giocatore da 0/6 perché in carriera è andato sempre tra il 50% e il 65%. Non lo porteremo mai all’80%, ma non è certo uno da togliere nei finali. Un po’ perché nella mia squadra chiunque potrebbe non giocare un finale, un po’ perché in difesa e a rimbalzo mi fido tantissimo di lui e con Marcus possiamo giocare in transizione».

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