L’Unieuro strappa applausi, ma Carey può salutare

Qualità, personalità, gruppo: tre termini da abbinare per descrivere, con la loro sommatoria, su cosa si è fondata l’impresa dell’Unieuro a Cividale nella gara che ha segnato il via ufficiale del campionato di A2.

È la terza volta consecutiva che Forlì sbanca il Pala Gesteco: la prima fu in garacinque dei quarti Play-off 2024-2025 e fu storica perché i biancorossi rimontarono da 0-2 nella serie; la seconda l’anno scorso nel girone di ritorno fu determinante per avvicinare alla salvezza diretta una squadra in grave difficoltà tecnica e fisica; quella di sabato è stata la vittoria più bella e perentoria sotto il profilo della prestazione.

La “Pieffe” ha «rullato» (parola usata dal presidente friulano Micalich) la fresca vincitrice della Supercoppa e l’ha fatto con una prova collettiva magistrale. Berdini, Ceccato, il Gaspardo del primo tempo e il Santos-Silva del secondo (per lui anche 3 stoppate e 4 assist), meritano un encomio, ma a fare sgranare gli occhi è stata tutta la squadra, capace di chiudere con 20 assist all’attivo e +17 alla voce rimbalzi.

Doverosa la gioia di coach Francesco Nanni. «Siamo molto orgogliosi di questa vittoria perché Cividale è un punto di riferimento per questa categoria e un modello per noi. Sono felice per tutti e contento di tutti, ma la stagione è lunghissima e dobbiamo subito tornare al lavoro in palestra perché se abbiamo potuto produrre questa performance è solo per un atteggiamento da underdog, per la mentalità operaia e la volontà di dimostrare qualcosa in ogni partita».

Sui singoli il tecnico non vuole soffermarsi troppo, anche se la gara di Berdini e Ceccato una menzione gliela strappano per forza. «Nicola ha giocato una partita di incredibile abnegazione ed efficienza e ai 9 assist abbina una sola palla persa: da lui mi aspetto una stagione di autentica consacrazione. Di Mattia sono contentissimo, come di tutti. La squadra aveva già dimostrato in settimana di avere il giusto feeling in avvicinamento all’incontro, reagendo benissimo dopo la notizia che Donald Carey non ci sarebbe stato».

Carey, quale futuro?

Già, ed è quello legato al play-guardia Usa l’unico cruccio in casa Unieuro. Cruccio vero, però. Carey, che ha giocato una stagione lunghissima e chiusa solo a luglio inoltrato in Canada, ha eseguito esami strumentali perché, pur avendo disputato tutte le amichevoli, il fastidio che accusava al ginocchio si è acuito nella scorsa settimana. Altri esami seguiranno per accertamenti più completi, ma la problematica riguarda l’infiammazione con piccola cisti al menisco. Lo staff medico sta valutando come eventualmente trattarla e le tempistiche necessarie per riportare l’atleta in efficienza. In base a queste, che escludono già ora un suo impiego con Cento, si deciderà il da farsi e tutte le opzioni sono sul piatto: dall’attenderlo se si ipotizzasse un’assenza non prolungata, al sostituto a gettone, sino anche alla risoluzione del contratto se necessaria.

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