L’Unieuro ritrova un uomo chiave ma rischia di perderne un altro

Serviva una vittoria ed è arrivata, sarebbe stato auspicabile ottenerla con meno sofferenza e semmai ribaltando la differenza canestri con una concorrente diretta alla salvezza come Cento, ma l’Unieuro non sta a guardare al capello e si tiene stretta il risultato. Anche perché, il modo in cui l’ha ottenuto, ossia stringendo i denti, reagendo a tanti piccoli sbandamenti e piazzando la zampata di qualità ed esperienza che il suo roster le dovrebbe assicurare più spesso di quanto sinora dimostrato, ha soddisfatto pienamente l’aspettativa di un Antimo Martino che alla vigilia della sfida chiedeva proprio ai suo la capacità di essere resistenti e resilienti.

Così Forlì è stata, ma se alla sirena erano tutti giustificati sorrisi, a partire da quello, mai visto così splendente come domenica, di un sublime Pietro Aradori tornato “Cagnaccio” come ai tempi d’oro, a turbare la ritrovata quiete arriva l’infortunio al piede di un giocatore chiave come Raphael Gaspardo. Che tipo di infortunio? Ancora non è chiaro.

L’ala-pivot biancorossa, dopo 5’30” dalla palla a due, è caduta rovinosamente sul parquet dopo un fallo di Edoardo Tiberti e ha dovuto immediatamente ricorrere al ghiaccio sul dorso del piede.

Ieri Gaspardo è stato sottoposto ai primi esami, nella fattispecie a una radiografia, ma il quadro che ne è emerso ancora non permette una diagnosi precisa. Ad essere interessato è lo scafoide, ma è necessaria una risonanza magnetica, cui il giocatore si sottoporrà oggi per poter dare una valutazione certa della sua situazione. Il “verdetto” dunque slitta di uno o due giorni e se la sensazione è che non si tratti di una problematica troppo seria che possa fermare l’ex Udine per mesi (come è capitato al riminese Mark Ogden), è impossibile stimare quanto tempo gli servirà per recuperare e tornare a disposizione di Martino.

Quel che è certo è che domenica, su un campo tabù per Forlì come il Pala Carrara di Pistoia e in un match che la “Pieffe” avrebbe bisogno di fare suo per riavvicinare la quota salvezza diretta, Gaspardo non ci sarà.

Chi invece avrà tratto fiducia dalla super prestazione contro la Sella Cento, è Pietro Aradori. Non solo con i suoi 31 punti (di cui 15 nel primo periodo dopo l’infortunio di “Gas” e 10 nel quarto e decisivo parziale) ha disputato la sua migliore, e attesissima, prestazione in maglia forlivese, ma ha bissato il suo record di punti in carriera con una maglia di club. Se, infatti, l’high assoluto di Aradori sono i 34 punti messi a segno a Skopje in un Montenegro-Italia 84-86 del luglio 2014, il suo record in campionato era proprio di 31 punti. Quelli realizzati l’8 aprile 2017 nella vittoria su Avellino dell’allora “sua” Reggio Emilia. Bissare quella prestazione a nove anni di distanza può riuscire solo ai veri campioni. E Aradori lo è.

Attenzione, però, a non illudersi che, d’improvviso tutti i problemi accusati sinora dal bresciano, siano evaporati. Non basta una rondine a fare primavera.

Legittimo però pensare che, tanto più con rotazioni ulteriormente accorciate come Forlì avrà nelle prossime settimane, proprio “Doggy” sarà la variabile che potrà definire il senso della stagione biancorossa. E, dopo il match contro la Sella Cento, molto per lui e per Forlì può cambiare in meglio.

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