L’Unieuro ritrova il tifo e riscopre Perkovic

Nessuna sbornia da successo e complimenti precoci. Dopo il brillante esordio di Cividale, oggi l’Unieuro torna in campo ed esordisce davanti al proprio pubblico (ritrovato anche nel tifo organizzato) sapendo che con la Sella Cento è una gara molto importante nell’economia della propria stagione. Per questo tutti gli applausi ricevuti sabato scorso vanno messi in un cassetto perché la parola “successo” è solo un participio passato. Qualcosa di già accaduto e che, col presente, nulla c’entra né deve riguardare.

Questo imprescindibile assunto di base, tanto più da rimarcare quando si fa riferimento a un gruppo molto giovane, è ben chiaro allo stesso coach dell’Unieuro Francesco Nanni. Oggi si volta pagina e se c’è qualcosa da tenere a mente sono le ragioni che hanno portato alla vittoria della scorsa settimana. Solo quelle.

«La nostra è stata una settimana in cui, non per nostra volontà abbiamo dovuto far fronte a dei cambiamenti - spiega subito il coach forlivese -. Ringrazio ancora i soci che ci hanno permesso di intervenire rapidamente per sopperire all’assenza di Carey con l’ingaggio di Perkovic, ma questo è stato un cambiamento per la squadra che voleva bene a Don e che aveva fatto un percorso di preparazione con lui. Per fortuna la squadra mi ha dimostrato grande capacità di concentrazione sulla partita contro Cento, una squadra molto diversa da Cividale e che ci porrà sfide tecniche ed emotive differenti».

Verissimo, tano più «perché in settimana tutti ci hanno detto quanto siamo belli e quanto siamo bravi e noi siamo per fortuna stati i primi a non crederci, a capire che Cividale è solo una minima tappa di un percorso che ci porterà sino a maggio». Quel cammino che ora Forlì rifà assieme a Perkovic. Cosa ci si aspetta da lui sin da questo match? «Parlandogli mi ha detto una cosa interessante, cioè che in Croazia era un tipo di giocatore diverso da quello cui, all’estero, si chiedono soprattutto punti - spiega Nanni -. Gli ho detto che non vogliamo solo quelli da lui, anche se li sa fare: vogliamo che giochi anche per i compagni e dimostri grande abnegazione, offensiva e difensiva, inserendosi in un sistema che funziona. Noi faremo qualcosa per le sue caratteristiche, ma non vogliamo snaturare la nostra identità. Nessuno qui è il salvatore della patria, ognuno a turno può essere il nostro top scorer. E lui si è dimostrato super disponibile, non avevo dubbi».

Perkovic, che si allenava con il KK Spalato e ha svolto con i croati la preseason di ABA League, arriva già in buone condizioni atletiche e la sua presenza per Nanni «può e deve responsabilizzare ancor di più i nostri giovani». E servirà tutto contro Cento «una squadra molto forte con due stranieri super e che ha gerarchie chiarissime in ruoli ben precisi, tanta intensità difensiva e tanta tattica da porre in campo come abbiamo visto nell’amichevole che, con loro, abbiamo perso e male in pre-season».

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