La prima dell’anno è anche già la più importante del 2026 dell’Unieuro. Domani i biancorossi sono attesi dal primo, e sotto molti aspetti determinante, scontro diretto per la salvezza della propria stagione ed essendo ormai chiaramente la permanenza in A2 l’unico, vero obiettivo da conquistare con le unghie e con i denti da parte dei forlivesi, è sino troppo evidente come la sfida alla JuVi Cremona che si disputerà al Pala Galassi, sia uno snodo cruciale del campionato.
Lo è per Forlì e allo stesso modo per la sua avversaria, ma considerando la sconfitta patita in Lombardia all’andata, è chiaro che la vittoria pesi di più per i padroni di casa che non possono permettersi di andare sotto di due punti, e con l’aggravante di uno 0-2 nello scontro diretto, rispetto alla squadra in cui, da tre partite, milita Kadeem Allen. Di più, l’Unieuro non solo deve conquistare la posta, ma provare anche a ribaltare il -8 del primo match: uno dei divari più colmabili rispetto ai tanti superiori ai dieci punti derivanti dalle sconfitte subite dai romagnoli nella prima metà del torneo.
Forlì e Cremona sono accomunate e divise dallo stesso obiettivo tanto quanto sono simili e diverse nel loro cammino, nella loro struttura e negli scenari che si prospettano.
A partire dalle due panchine occupate da Antimo Martino e Luca Bechi. A entrambi, le società hanno confermato la propria fiducia, ma questa resterà tale anche a beneficio di chi, tra i due, perderà il duello? I rumors di Capodanno hanno già fatto circolare nomi “alternativi” sia per Forlì che per la JuVi (Cesare Pancotto e Giorgio Valli su tutti), ma si tratta al momento solo di ipotesi che nessuna delle due dirigenze confermerà mai. Sino a domenica sera s’intende.
Il possibile “destino incrociato” dei due tecnici, nasce da un ruolino di marcia identico delle rispettive squadre da novembre in poi. Entrambe, infatti, hanno perso otto delle ultime nove partite, ma tra Pallacanestro 2.015 e la squadra lombarda ci sono due differenze sostanziali. La prima è che la Ferraroni in A2 ha sempre giocato con il prioritario obiettivo di salvarsi e questa stagione non faceva eccezione. Forlì, invece, si ritrova nei bassifondi per la prima volta dal 2017-2018 e quasi nessun elemento della sua rosa ha mai giocato per la sopravvivenza se non, negli “Anni Dieci”, Pepe e Tavernelli. Questo è un fattore non da poco nella prospettiva di cammino che attende i romagnoli. L’altra differenza riguarda il modo in cui sono maturate le sconfitte: le ultime due della Ferraroni, in casa con Torino e Cividale, sono arrivate con uno scarto di 4 punti e dopo un overtime. Insomma è una squadra che lotta.
Squadra che, rispetto a quella forlivese, più che in difesa i problemi li ha in attacco. Il suo è l’ultimo di tutta l’A2 con soli 73.9 punti a partita e l’inserimento di Allen (8.3 punti col 39% da due nelle prime tre uscite) non è ancora servito a fargli cambiare rotta. L’Unieuro sa che domani la vittoria passa da questo: non fare andare Cremona sopra media.