L’Unieuro quasi salva ma è meglio non fidarsi

C’è un volto nuovo in città, una risorsa in più per spingere l’Unieuro verso quella agognata salvezza che dopo il successo nel tesissimo match di sabato con Roseto e la contemporanea sconfitta (ancora una volta al fotofinish) di Cento in casa con l’Urania Milano, ora appare più vicina.

Non ancora blindata però ed è per questo che la Pallacanestro 2.015 ha fatto un ultimo sforzo firmando la guardia-ala giramondo Damion Rosser che sarà a disposizione di Antimo Martino non domani a Verona (per poterlo schierare era necessario tesserarlo entro la mezzanotte di venerdì), ma per la sfida di domenica al Pala Galassi contro la Libertas Livorno. Il suo arrivo in Romagna, previsto domattina dopo aver ritirato il visto per l’Italia al consolato di Miami, non comporta taglio o transazione tra la società di viale Corridoni e Demonte Harper. L’esterno di Nashville resta un giocatore biancorosso, teoricamente ancora utilizzabile a Verona e nel finale di campionato, anche se è impensabile che Martino, dopo avere dichiarato sabato notte che non era in grado di giocare oltre gli 8 minuti nei quali (lodevolmente, va detto) ha cercato di dare una mano alla squadra, lo metta a referto nel turno infrasettimanale.

Dopo? Difficile, anche se non impossibile, lo sarà nelle ultime tre di campionato con Livorno, a Pesaro e contro Bologna all’ultima giornata. Non avrebbe avuto senso l’innesto in corsa di Rosser, richiesto a gran voce dall’allenatore, altrimenti. Il problema di Harper al tendine d’Achille c’è, condiziona lui e la squadra e quindi, anche se i biancorossi dopo il ritorno da Verona sosterranno un solo allenamento vero prima di affrontare i labronici, si cercherà di dare un canovaccio di giochi da imparare a Rosser, per poi immetterlo in campo. Lui, ovviamente visite mediche da passare consentendo, non ha impedimenti fisici, ha giocato in Champions League con l’Hapoel Holon sino al 18 marzo e al netto di quanto possa effettivamente dare un atleta catapultato in Italia per sole tre partite, è a lui che Forlì si affiderà da adesso in poi. Se Harper stesse meglio e riprendesse gli allenamenti e Rosser non si inserisse come auspicato, si porrebbe una scelta per il match conclusivo con Bologna. Altamente improbabile, però. Il dilemma si porrebbe solo nel (malaugurato) caso in cui l’Unieuro fosse rimontata e costretta ai play-out,.

Era possibile tesserare prima Rosser e inserirlo già domani con la Tezenis? No, perché pur avendo raggiunto l’intesa con la “Pieffe” la scorsa settimana, per ottenere il visto era necessario portare i documenti al consolato di Miami e ripassare a ritirarlo nei giorni successivi e giovedì il consolato era chiuso. Non poteva arrivare prima. Lo farà mercoledì, il giorno dopo si allenerà con l’Under 19 per imparare qualche schema e venerdì coi nuovi compagni prima della consueta rifinitura del sabato.

Chi è Damion Rosser?

Un esterno tuttofare di 1.96 del 1999, nato a McDonough in Georgia e che dopo il College a New Orleans ha giocato in Yemen, Oman, Malesia, Austria, Repubblica Dominicana e Israele (7.1 punti e 4 rimbalzi in stagione). Qualità? Non un realizzatore, ma un jolly tra guardia e ala, capace anche di trattare la palla e con tanta fisicità ed esplosività di gambe per l’attacco e la difesa. Quelle skills che a Forlì servivano.

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