L’Unieuro inizia a incrociare le dita per le condizioni di Santos-Silva

Un infortunio che ha pesato sul risultato e che ora tiene in apprensione, ma anche una prestazione mediocre in senso generale dell’Unieuro cui non sarebbe servita un’impresa, ma di sicuro una prova con meno pause, disattenzioni e giocatori sotto tono, per uscire dal Pala Elachem di Vigevano con un referto rosa in mano.

La seconda sconfitta in campionato dei biancorossi è indubbiamente frutto di una prova modesta, ma non accende alcun campanello d’allarme se non quello legato alla distorsione alla caviglia patita da Marcus Santos-Silva a 15 secondi dal 25’ quando il tabellone dava due punti di vantaggio i forlivesi: 51-53. In quel momento la Pallacanestro 2.015 stava indubbiamente vivendo il momento migliore della sua serata e perdere il totem d’area che aveva garantito 9 rimbalzi, 2 assist, 8 punti e, soprattutto, 4 stoppate in 17 minuti d’impiego, ha rappresentato una svolta tecnica e tattica importante ai fine dell’esito del match.

Ora, però, il pensiero va alle sue condizioni e ai tempi di recupero. Ancora incerti visto che il lungo con passaporto capoverdiano è stato visitato ieri, ma si sottoporrà a ulteriori accertamenti oggi. La distorsione non è stata leggera, la caviglia è gonfia e fa male e, pur in assenza ancora di una diagnosi precisa, appare oltremodo difficile poterlo vedere in campo domenica nella sfida con Vildera e Possamai, i due centri di quella Libertas Livorno ancora imbattuta e che sta esprimendo il miglior basket di questo inizio di stagione. Se non ci saranno problematiche serie, l’auspicio è riproporlo per il turno successivo, ancora in casa con Ruvo di Puglia, ma nella durissima sfida contro la capolista appare improbabile anche in virtù della struttura fisica di Santos-Silva che non agevola riprese lampo.

Ciò detto, Forlì a Vigevano poteva e doveva fare di più a prescindere da lui. Molti giocatori hanno steccato, a partire da un Toni Perkovic ancora non pienamente dentro il contesto biancorosso e in serata di disgrazia al tiro. Troppe le 18 palle perse, i 9 errori in lunetta (anche se Vigevano ha persino sbagliato di più), i tiri comodi lasciati ai lombardi nel primo tempo e a Fantoma nell’azione decisiva del 39’. Una Forlì troppo altalenante come coach Francesco Nanni sa perfettamente essere stata.

«Sapevo che l’Elachem non fosse una squadra da zero punti e il suo fattore campo importante sa influire sulle partite, ma a prescindere dal fatto che giocarci non è mai facile per nessuno, a noi è mancato tanto. Nel primo tempo la nostra non è stata una buona difesa, abbiamo concesso troppi tiri aperti, poi nella ripresa abbiamo sistemato un po’ le cose dietro, ma non siamo stati in grado di dare continuità al nostro attacco».

Per Nanni sono mancate «qualità nelle conclusioni e continuità di ritmo anche se l’atteggiamento dei ragazzi, vogliosi di lottare sino all’ultimo minuto, c’è stato e perciò stop, la gara è finita, impareremo da lei e ci rimbocchiamo le maniche in vista di una gara difficile come quella con Livorno».

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