L’Unieuro a Scafati ma cosa fare con Harper?

È durato poco, pochissimo, il sereno in casa Unieuro. Se la vittoria ottenuta mercoledì con Avellino aveva ridato fiducia e sprint in classifica ai biancorossi, attualmente al 15° posto e pertanto salvi, Antimo Martino affronterà la già in sé difficilissima trasferta di Scafati non solo senza capitan Riccardo Tavernelli (la sublussazione all’anulare della mano destra gli impedisce ancora di essere utilizzabile), ma anche senza Demonte Harper.

Per la guardia-ala statunitense, l’ennesimo stop non è dovuto a un riacutizzarsi del dolore legato all’edema osseo al ginocchio, bensì a un non ancora chiaro risentimento al tendine d’Achille. A inizio settimana una risonanza magnetica farà chiarezza al riguardo, ma la problematica preoccupa seriamente: Harper rischia di fermarsi per un tempo imprecisato e comunque prolungato, se non, addirittura, di avere chiuso definitivamente la sua stagione. Chiaro che, con una salvezza diretta in bilico e l’eventualità di un play-out da cinque gare in dieci giorni in cui giocarsi tutto, a prescindere dall’entità dell’infortunio Forlì dovrà tuffarsi sul mercato alla ricerca di un sostituto nei tempi più rapidi possibili. C’è ancora un visto a disposizione, ma in Italia, in Europa o nel campionato australiano che va ora a chiudersi, c’è una guardia-ala pronta all’uso?

Antimo Martino a questo non può ancora rispondere, in lui legittimamente ora predomina lo sconforto. «Venerdì avevamo ai box Gaspardo, Bossi, Tavernelli e Harper e se i primi due speriamo di recuperarli, ci preoccupa di più la situazione di Riccardo, perché il dito continua a dargli problemi, e onestamente soprattutto di Harper - spiega il timoniere dei romagnoli -. Parliamo, infatti, di un giocatore che a gennaio ha saltato la gara con Pistoia e che a Mestre, dopo pochi giorni, si è infortunato e da due mesi si è allenato pochissimo, ha saltato i match con Cremona e Brindisi e sarei ipocrita a non essere preoccupato».

Prima la spalla, poi il ginocchio e ora il tendine, Harper passa più tempo in infermeria che in palestra e Martino sa che questa situazione non può perdurare. «In questo momento non mi piace l’idea di lamentarmi, piangere e mettere le mani avanti, cosa che sto dicendo anche alla squadra di non fare, ma d’altro canto è inevitabile considerare che due punti in più o in meno possano cambiare la nostra stagione. Col calendario che abbiamo davanti il vantaggio su Cento, che è vivissima, non può certo farci stare sereni e l’idea di poterci giocare la stagione ai play-out, scendendo in campo ogni due giorni in questa situazione, mi porta ad essere obiettivamente preoccupato. Pensando a Demonte, è una situazione che inizia a farsi davvero pesante».

Alla luce di tutto questo Martino prova a chiedere ai suoi di «andare oltre». Forlì giocherà senza pressione. «Scafati scenderà in campo con l’obiettivo di vincere, la pressione ora è su di lei. Noi dovremo affrontarla per fare il meglio possibile. Avellino è stata una bellissima vittoria sotto tanti aspetti, ora la situazione non è semplice perché non siamo bambini e i giocatori fanno fatica a far finta di nulla anche se cerchi di trasmettere loro positività. Nel girone di ritorno abbiamo steccato solo la gara a Milano, per il resto ci proviamo sempre perché con la testa ci siamo».

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