Con i suoi 83.7 punti di media e una sola gara (a Vigevano) sotto quota 80, l’Unieuro Forlì è la squadra offensivamente più produttiva del campionato. Al secondo posto, staccata di 1.1 punti di media, c’è la Rbr Rimini e questo ci porta dritti a un derby tra sette giorni, che si annuncia scintillante.
La statistica d’attacco di Gaspardo e compagni, però, pesa davvero tanto. Da un lato perché certifica come la teoria estiva di società e staff tecnico si stia traducendo in atto pratico effettivo, dall’altro perché la media punti che l’Unieuro sta avendo adesso, non l’ha mai avuta da quando è tornata in A2. Andando ad analizzare le stagioni dal 2016-2017 a quella attuale, solo due volte Forlì ebbe una regular season da 80 punti segnati: nel 2018-2019 con 80.9 e nel mai portato a termine campionato 2019-2020, con 80.7. Distanti tre punti, comunque, da quelli realizzati in media in questa prima fase di torneo.
Punti, tra l’altro, distribuiti in modo quasi ecumenico: cinque giocatori in doppia cifra col sesto, Andrija Josovic, a quota 8 e in crescita evidente in queste ultime giornate. Insomma, parafrasando lo slogan natalizio da anni utilizzato dal Comune, è una “Forlì che brilla”, che diverte, che piace e che ha tutto per mantenere questo andamento anche con il passare delle giornate.
Proprio per questo c’è un’unica nota stonata in questo avvio di stagione: in quattro gare casalinghe Forlì non ha mai raggiunto i tremila spettatori, anzi dopo gli applausi a scena aperta con Livorno, domenica contro Ruvo erano presenti 2.539 persone. Come deve giocare questa Unieuro per far dire alla gente che una serata al Pala Galassi è una serata ben spesa?