Gaspardo tranquillizza la sua Unieuro: «Sto bene»

Minuto 39 di Gesteco Cividale-Unieuro: Forlì ha la vittoria in pugno, ma ancora non ha staccato il biglietto per il successo e c’è un giocatore che chiede urgentemente il cambio alla panchina. Quel giocatore è Raphael Gaspardo, rientrato a sorpresa dopo tre turni di stop per un problema al piede sinistro occorsogli dopo soli 8 minuti del match contro Cento e immediato Mvp della sfida in terra friulana. Entra Stefano Masciadri al suo posto, i biancorossi vincono il match, ma il fiato in gola resta.

Cosa è successo a Gaspardo e, soprattutto, come sta il giocatore forse più di ogni altro insostituibile nel clan di coach Antimo Martino? La risposta è data dal diretto interessato. «Durante un cambio di direzione ho avvertito un fastidio improvviso e più forte di quanto ne avessi accusato in precedenza sempre al piede sinistro, lo stesso a cui mi ero infortunato e, allora, per non rischiare ho chiesto subito il cambio -spiega l’ala-pivot dei forlivesi - Voglio, però, immediatamente rassicurare tutti: sto abbastanza bene, non sono ancora al 100% come non lo ero prima del match di sabato, ma voglio esserlo e conto di esserlo, per la partita che giocheremo domenica prossima a Ruvo di Puglia».

Niente di grave, dunque, nessuna ricaduta per un giocatore fondamentale che ha spinto per essere in campo in una gara che, alla prova dei fatti, si è rivelata importantissima per l’Unieuro. «Sì, i tempi di pieno recupero dovevano essere un po’ più lunghi per me, ma ho svolto un ottimo lavoro sotto la direzione di tutto lo staff di medici, preparatori e fisioterapisti della squadra e anche se solo il giovedì avevo preso parte a un allenamento completo, sentivo che potevo spingere di più - afferma Gaspardo - Ho voluto esserci, stare fuori per tre partite mi ha dato una sofferenza terribile, mentre poi, in campo, almeno sino al 39’, non ho avvertito troppi fastidi. Sono davvero contento».

L’ex stella di Udine aveva dentro un fuoco acceso, quindi, e lo ha sprigionato sul parquet: «Al di là del fatto di essere stato importante come negli scorsi play-off, devo dire che mi faceva male vedere la squadra allenarsi bene e giocare tante buone partite, senza riuscire a coglierne i frutti. Martino ci ha detto che la vittoria a Cividale ce la siamo meritata, perché siamo un gruppo che dà tutto e che, ora, la fiducia conquistata con questo successo dobbiamo portarcela dietro a Ruvo e sino a fine stagione. Penso che abbia ragione».

Al di là dell’impegno, però, va detto che la Forlì di sabato scorso è apparsa migliorata sia nella tenuta mentale all’interno dei 40 minuti, sia nella qualità della manovra offensiva. «Concordo - risponde “Gas” -ma era anche la prima partita al completo col nuovo assetto e si è visto e poi credo che la crescita ci sia stata già dall’inizio del girone di ritorno, però avevamo perso tante gare nel finale e per episodi. Adesso, finalmente, abbiamo colto anche i frutti del lavoro».

Riaprendo, ed è quanto più conta, la corsa alla salvezza diretta. Tanto più dopo la sconfitta di Cento a Bologna nel recupero di mercoledì: «Sì, ma sarà un rush finale tostissimo in cui tutte si giocano tanto e lotteranno col coltello tra i denti. Impossibile pronosticare anche solo una singola partita. Non so quante vittorie ci serviranno, dico giocoforza una in più di Cento o due in più di Torino, ma vorremmo anche ottenere un altro risultato».

Quale? Così Gaspardo: «Vogliamo finire questo campionato in un altro modo rispetto a come lo abbiamo iniziato. Abbiamo avuto sfortuna, infortuni, poca chimica tecnica, ma non umana, all’inizio e abbiamo fatto sicuramente molto meno di quanto potessimo, volessimo e ci aspettassimo. Siamo, però, una squadra con dei valori e vogliamo chiudere dimostrandolo».

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